martedì 30 ottobre 2018

Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo

La mostra al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo


Sta registrando un notevole favore di pubblico la mostra Max Klinger. Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo, allestita al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. 


A poco più di un mese dall’apertura, sfiorano quota cinquemila i visitatori che hanno raggiunto il museo bagnacavallese per ammirare le opere grafiche del grande maestro del Simbolismo europeo esposte in mostra.

Dopo lo straordinario interesse suscitato dalla mostra dedicata a Francisco Goya nel 2017, quest’anno a trascinare il flusso dei visitatori al museo è Max Klinger, un maestro che con la sua innovativa ed eclettica proposta artistica ha segnato un capitolo fondamentale dell’arte europea tra Otto e Novecento. «Ciò che più affascina dell’artista tedesco – commenta Diego Galizzi, direttore del museo e curatore della mostra insieme alla storica dell’arte Patrizia Foglia – è che si tratta di una personalità difficilmente inquadrabile, che ci ha lasciato opere enigmatiche in cui ha fuso motivi contrastanti e stranianti, recuperando temi dalla tradizione rinascimentale italiana e rivisitandoli alla luce della cultura tedesca e delle tensioni sociali dell’epoca. Nella sua arte si avverte sempre un senso di ambiguità, che proviene dal fatto che le sue immagini sono frutto di una costante tensione tra mondi interiori e realtà quotidiana, in un dialogo tra dentro e fuori che è motivo del suo genio creativo.»

Pittore, scultore, teorico, musicista oltre che incisore abilissimo e di profonda cultura, Klinger fu definito da Giorgio De Chirico “l’artista moderno per eccellenza, moderno nel senso di uomo cosciente che sente l’eredità di secoli e secoli d’arte e di pensiero, che vede chiaramente nel passato, nel presente e in se stesso”. Quello di Klinger fu un contributo totalmente nuovo e originale, che attirò seguaci lungo tutto il Novecento e seppe anticipare le ricerche di Sigmund Freud e di alcune tra le principali correnti d’avanguardia, dal Surrealismo alla Metafisica.

Provenienti da prestigiose collezioni italiane, in mostra sono esposti undici dei quattordici cicli grafici realizzati da Klinger nel corso della sua carriera, per un totale di circa 150 opere. Ripercorrerle significa entrare in mondi fantastici nati da leggende antiche, in cui è possibile sentire gli echi di un romanticismo visionario, di un simbolismo inquieto, di citazioni letterarie e di numerosi riferimenti autobiografici.

Max Klinger. Inconscio, mito e passioni alle origini del destino dell’uomo, organizzata dal Museo Civico delle Cappuccine grazie al sostegno di Edison Stoccaggio, col patrocinio dell’Ibc Emilia-Romagna e con la collaborazione di Publimedia Italia, rimarrà aperta fino al 13 gennaio 2019 nei seguenti orari: martedì e mercoledì: 15-18; giovedì: 10-12 e 15-18; venerdì, sabato e domenica: 10-12 e 15-19. Chiuso il lunedì e post-festivi. Ingresso gratuito.

La mostra rimarrà regolarmente aperta giovedì 1 novembre, sabato 3 e domenica 4, mentre osserverà come giorno di chiusura venerdì 2 novembre.

Il museo civico è in via Vittori Veneto 1/a a Bagnacavallo.

Per informazioni: 0545 280911 - www.museocivicobagnacavallo.it

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