martedì 16 ottobre 2018

Massa Lombarda ricorda l'eccidio alle case Baffè e Foletti

Riceviamo e pubblichiamo


Domani, mercoledì 17 ottobre sarà ricordato il 74esimo anniversario dell’eccidio alle case Baffè e Foletti di Massa Lombarda.



Alle 18 si terrà una deposizione di fiori nei luoghi dell’eccidio, cui seguirà alle 20 da piazza Matteotti a piazza Umberto Ricci la fiaccolata per la pace e la giustizia, un corteo con deposizione delle corone al monumento ai caduti. Al termine della fiaccolata, esibizione davanti al municipio delle classi quinte delle scuole “Luigi Quadri” e “Angelo Torchi”.

La serata proseguirà alla sala del Carmine dopo gli interventi di Daniele Bassi, sindaco e presidente del Comitato unitario antifascista, Nicholas Costa, giovane iscritto all'Anpi, e Ivano Artioli presidente dell’Anpi provinciale, i protagonisti saranno i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Salvo D’acquisto”. Seguirà la presentazione della mostra documentaria "Don Giovanni Minzoni 1885-1923", con proiezione di diapositive animate e commentate a cura di Mauro Remondini, presidente di Anpi di Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno; sarà per l’occasione analizzato un parallelismo con Antonio Gramsci: il carcere, i quaderni e la morte, al quale era dedicata la mostra allestita per le celebrazioni dello scorso anno. L’esposizione sarà visitabile fino al primo novembre il venerdì dalle 10 alle 12 e il sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; per visite guidate chiamare il numero 0545 82207.

Don Minzoni era un prete, che oggi diremo di periferia, la cui scelta di vita è stata caratterizzata da una forte vocazione religiosa che non verrà mai meno. Era di carattere generoso, attivo, legato soprattutto al mondo della sua milizia sacerdotale e dei suoi parrocchiani fra Argenta e Ravenna che nell'Italia prefascista unisce il clero a tanta parte delle popolazioni rurali. Ma proprio per questo il suo sacrificio assume in sé l'importanza e il valore di un simbolo: il simbolo della persecuzione fascista non solo verso il mondo socialista ma anche contro il movimento cattolico democratico che sfocerà nell'orrendo delitto la sera del 23 agosto 1923 ad Argenta. Questa mostra intende rendergli omaggio e riconoscenza come abbiamo fatto per tutti quelli che, pur con formazioni di vita diverse, non accettarono la violenza e la sopraffazione del fascismo pagando un prezzo elevatissimo: quello della vita. (testo a cura di Mauro Remondini).

Un ulteriore incontro di approfondimento è organizzato per mercoledì 24 ottobre alle 20.45 al Carmine; dopo i saluti del sindaco Daniele Bassi, il direttore dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia Giuseppe Masetti terrà la conferenza dal titolo “Nuovi fascismi all'orizzonte”.

“La città di Massa Lombarda non dimentica i suoi martiri e questo anniversario è ogni anno un appuntamento imprescindibile con la memoria di una strage inutile e terrificante - ha sottolineato il sindaco Daniele Bassi -. Ciò che è avvenuto nel 1944 deve essere un monito per chi oggi ha il compito di costruire il futuro della società civile, perché certi errori possono ricondurre alle medesime tragedie di allora”.

Le celebrazioni per il 74esimo anniversario dell’eccidio alle case Baffè e Foletti sono organizzate dal Comitato unitario permanente antifascista a difesa delle istituzioni democratiche e repubblicane.

LA STRAGE ALLE CASE BAFFÈ E FOLETTI

Il 17 ottobre 1944 fu consumato uno dei più feroci e tremendi massacri avvenuti nella provincia di Ravenna, in cui furono uccise 23 persone appartenenti alle famiglie Baffè e Foletti insieme ad amici, ospiti occasionali, vicini e dipendenti. La strage fu un atto di rappresaglia dei nazifascisti contro civili inermi uccisi senza pietà e senza ragione. Dopo la carneficina le abitazioni dei Baffè e dei Foletti furono incendiate e fatte saltare con mine e i cadaveri delle vittime lasciati alle fiamme.

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