venerdì 5 ottobre 2018

Parità di genere nelle nomine regionali

Riceviamo da Gianni Bessi Consigliere regionale di Ravenna del PD 


Con l’approvazione in Assemblea Legislativa del Documento di Economia e Finanza 2019, la Regione Emilia-Romagna per la prima volta inserisce nella più ampia programmazione gli obiettivi strategici della parità di genere e delle pari opportunità da assegnare ai propri enti strumentali ed alle società controllate e partecipate.


«Abbiamo colto l’occasione del Documento di Economia e Finanza (DEFR) 2019 per rafforzare quelle che sono le azioni positive, le ingenti risorse e i bandi a favore del protagonismo femminile messi in campo dalla Giunta Bonaccini, proprio rendendo il tema dell’equilibrio di genere nella rappresentanza e nei CdA un obiettivo strategico che gli enti strumentali e le società controllate o partecipate dalla Regione dovranno assumere», spiegano con soddisfazione i primi firmatari, i consiglieri PD Gianni Bessi -relatore di maggioranza del DEFR- e la presidente di Commissione Roberta Mori.

«Con il via libera di oggi alla Risoluzione che ho predisposto – puntualizza Mori - non potrà più accadere che organismi collegiali come il CORECOM, ad esempio, abbiano una composizione completamente maschile. Questo perché la Regione Emilia-Romagna crede nel contributo paritario di uomini e donne ed è in perfetta sintonia con l’agenda 2030 dell’ONU che ha l’uguaglianza di genere come quinto obiettivo per lo sviluppo sostenibile del Pianeta.»

«Oltre alla modifica della norma che riguarda il Corecom e altri organismi collegiali – dichiarano i consiglieri Bessi e Mori - abbiamo impegnato la Regione su tre assi: supportare merito e parità di genere nella selezione di tutti i rappresentanti nominati dalla Regione, sostenere la modifica in ottica paritaria degli organi di Enti e Società partecipati anche attraverso il rilievo dato al tema nei patti parasociali, sensibilizzare le società private, quotate e non, affinché concorrano al raggiungimento di questo obiettivo di equità.»

«Mai più senza donne nei luoghi dove si decide per lo sviluppo economico e sociale, conclude con fermezza Roberta Mori – si darà infatti esito in sede di Commissione Parità del monitoraggio che la Regione eserciterà periodicamente, in particolare in occasione di nomine o rinnovi, su tutti gli Enti e società partecipate e controllate.»

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