martedì 11 dicembre 2018

Sui canoni di locazione dei negozi di proprietà del Comune

Riceviamo da Roberto Drei e pubblichiamo

In un post di alcuni giorni fa, pubblicato sul suo sito, l’assessore Casamento scrive:


“Ora, in Consiglio comunale sono fioccate le loro interpellanze affinché si monitorasse la situazione dei canoni di locazione delle attività commerciali presenti nel Pavaglione, in difficoltà a causa della crisi generale. 


Anche in questo caso appare difficile conciliare istanze così contraddittorie: il commercio va aiutato e vanno sfrattati gli esercizi in difficoltà.”

Mi corre l’obbligo di rispondere ad affermazioni figlie della comprensibile vis polemica preelettorale dell’assessore, essendo stato il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale del gruppo Per la Buona Politica a chiedere, a più riprese ed insieme al capogruppo Donati di Forza Italia, quale fosse lo stato dei pagamenti dei canoni di locazione, dovuti al Comune da parte degli esercenti presenti sotto il loggiato del Pavaglione e quali misure si intendessero adottare nei confronti delle situazioni di morosità.

Per chiarire meglio il senso ed il contenuto della interpellanza in oggetto, preciso che non ho mai chiesto di sfrattare nessuno, mi sono limitato ad evidenziare che la tolleranza nei confronti delle situazioni di morosità costituiva un penalizzazione, di fatto, nei confronti degli esercenti in regola con il pagamento del canone di locazione fissato dal Comune.

Oltre a ciò si invitava l’amministrazione ad un maggiore vigilanza sullo stato dei pagamenti, tenuto conto che si volevano evitare casi, purtroppo già avvenuti, di esercenti in arretrato con il pagamento di numerose mensilità di affitto dovute al Comune, spariti dalla sera alla mattina, lasciando il Comune e chi al suo interno avrebbe dovuto vigilare, con un palmo di naso, oltre che con una somma di affitto non incassato e difficilmente recuperabile dall’esercente in oggetto.

Sorprende, peraltro, che un concetto così semplice, come il rispetto di quanto deciso dalla Giunta in termini di individuazione dei canoni di locazione dovuti per l’utilizzo dei negozi di proprietà del Comune, alimenti dubbi e perplessità in un assessore che, fra le sue tante attività, svolge anche quella di avvocato.

Semmai, volendo andare incontro alle esigenze di una categoria, quella degli esercenti di attività commerciali, in difficoltà sia per la crisi che per le scelte infelici che hanno penalizzato tutto il commercio del centro storico con la nascita del Centro Commerciale il Globo, a poche centinaia di metri di distanza dal Pavaglione e dal Centro storico, si dovrebbe ragionare sulla entità dei canoni di locazione oggi vigenti per i locali di proprietà del Comune, per capire se gli stessi siano in linea con quelli in vigore in altri comuni, oppure risultino superiori a Lugo, come dicono alcuni esercenti.

Esercenti che hanno manifestato la volontà di lasciare i locali di proprietà del Comune per cercare, a loro detta, di andare in affitto in locali di proprietà di privati, che verrebbero a costare di meno.

Ma, come scrive il nostro assessore, scomodando perfino l’evangelista Matteo, potrebbe essere che quelli della Buona Politica siano consigliati dal maligno.

Di questo passo non ci resta che attenderci una scomunica!

Roberto Drei

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