mercoledì 16 gennaio 2019

Il Maestro e Margherita

A Russi


Ad aprire l’anno della stagione teatrale di Russi, oggi, mercoledì 16 gennaio (ore 20.45) arriva Il maestro e Margherita, il nuovo spettacolo di Michele Riondino.
L’artista e tutti i protagonisti hanno soggiornato proprio in Romagna in novembre per la messa in scena del capolavoro di Michail Bulgakov, una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria che ora approda a Russi.
A firmare la drammaturgia dell’opera Letizia Russo mentre affiancheranno il protagonista, Michele Riondino nel ruolo di Woland, Francesco Bonomo (Maestro/Ponzio Pilato), Federica Rosellini (Margherita), Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski, con musiche originali di Giacomo Vezzani.

“I manoscritti non bruciano” Woland (Satana)

Gli occhi del Maestro si aprirono molto di più, continuava a sussurrare guardando la luna:

“Teneva tra le braccia dei disgustosi, angoscianti fiori gialli. E quei fiori risaltavano nitidi sul suo soprabito nero primaverile. E più della sua bellezza mi ha colpito la straordinaria solitudine nei suoi occhi, una solitudine mai vista da nessuno prima. Ed è stata lei a cominciare a parlare:

“Le piacciono i miei fiori?”

Le ho risposto “No”.

Mi ha guardato meravigliata e io, all'improvviso e in modo del tutto inatteso, ho capito che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna!

L'amore è balzato davanti a noi dal nulla, come un assassino in un vicolo, e ci ha colpiti entrambi, nello stesso istante. Così colpisce la saetta, così colpisce il coltello a serramanico. Ma lei, in seguito, sosteneva che non era successo così, e che noi ci amavamo già da tanto, tanto tempo prima, senza conoscerci, senza esserci mai visti. E così lei diceva che quel giorno era uscita con i fiori gialli tra le braccia perché io finalmente la trovassi e che, se non fosse accaduto, si sarebbe avvelenata, perché la sua vita era vuota.

E presto, sì, presto quella donna è diventata la mia moglie segreta”.

“E come si chiama?” chiese Ivan interessatissimo a questa storia d'amore.

Il Maestro fece un gesto che significava che non l'avrebbe mai detto a nessuno, e continuò il suo racconto.

Il Maestro e Margherita, Cap. XIII, L'apparizione dell’eroe

Note di Andrea Baracco

Un eterogeneo gruppo di attori dà vita alle straordinarie, magiche e perturbanti pagine di Michail Bulgakov; faremo palpitare i nostri cuori dando corpo ad una delle più strazianti e straordinarie storie d'amore della letteratura, quella tra il Maestro e Margherita e quel loro rimanere fatalmente impigliati, imprigionati quasi, l'uno nel corpo e nella mente dell'altra.

Il Maestro e Margherita è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all' interrogarsi su quale sia la natura dell'uomo e dell'amore. Basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell'impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento. Insomma, in questo romanzo, si vive, sempre.

Note di Letizia Russo

Quello che rende l'uomo veramente diverso da qualsiasi altro animale è la sua capacità di immaginare e credere in cose che non esistono. Divinità, valori, ideologie, saldano i rapporti tra gli uomini e danno forma alle società, permettendo a migliaia, milioni di persone, di muoversi nella stessa direzione.


Condividere questi pilastri immateriali è un atto di fede involontario che garantisce la sopravvivenza delle comunità umane. E assegna un ruolo a ogni individuo, che nelle circostanze specifiche del sistema immaginato dalla sua comunità può ritrovarsi vittima o carnefice, dalla parte della ragione o da quella del torto.


Ma cosa succede se qualcosa, o qualcuno, arriva ad inoculare i semi del caos nelle maglie di una struttura umana formata e solida? Succede che la natura del singolo e, a cascata, la struttura sociale, rivelano le loro parti più nascoste, le loro possibilità inaspettate, le loro contraddizioni impresentabili.


Il Maestro e Margherita, tra i tanti temi che affronta, ci parla anche di questo, di come l'immaginazione umana sia un'arma potente e fragile, in grado di erigere strutture grandiose ma incapace di contenere davvero il Mistero.


Nella versione teatrale che proponiamo, le tre linee narrative su cui si muove il racconto di Bulgakov (l'irruzione a Mosca del Diavolo e dei suoi aiutanti, la tormentata storia d'amore tra il Maestro e Margherita, e la vicenda umana del governatore di Palestina, Ponzio Pilato, che dovrà decidere delle sorti di un innocente) saranno lette e restituite attraverso un meccanismo di moltiplicazione dei registri e dei ruoli, facendo dell'evocazione e dell'immaginazione le chiavi per immergersi in un racconto complesso e tragicomico come la vita.


Ma a quella forza in grado di sovvertire l'ordine e di abbattere confini reali e immateriali, all'amore tra due esseri umani e alla sua capacità di sopravvivere anche alla morte, sarà affidato il compito di tenerci per mano e domandarci, insieme al Maestro e alla sua Margherita: Cos'è la verità?

Andrea Baracco

Andrea Baracco regista e docente di recitazione e regia. Tra le sue regie shakespeariane più note, quella del Giulio Cesare - ospitato nel 2012 al Globe Theatre a Londra e per la quale ha ricevuto il Certamen Almagr-Off, Festival Internacional del Teatro Clasico di Almagro - quella di Hamlet per il Teatro di Roma e Romaeuropa Festival 2014 - spettacolo allestito presso il Palazzo di Bellas Artes di Città del Messico - e quella di Romeo e Giulietta prodotto per la 68ª Estate Teatrale Veronese. Tra le opere di Shakespeare firma inoltre le regie di Troilo e Cressida e Sogno di una notte di mezza estate. Ha debuttato nella regia cinematografica con il film La logica delle cose. Ha firmato la regia di Madame Bovary di Flaubert con Lucia Lavia su adattamento di Letizia Russo, diretto Glauco Mauri nell’Edipo re di Sofocle e in Finale di partita di Samuel Beckett e la produzione del Teatro Stabile dell’Umbria Il Racconto D’inverno di William Shakespeare.

INIZIO SPETTACOLO: ORE 20.45

Per informazioni e prenotazioni: Teatro Comunale di Russi, Via Cavour, 10
Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it - www. comune.russi.ra.it e www.ater.emr.it
Comune di Russi
Ufficio Cultura, Teatro e Manifestazioni via Cavour, 21
Tel 0544/587641|e-mail: cultura@comune.russi.ra.it
Info e dettagli su www.comune.russi.ra.it e www.ater.emr.it facebook.com/ Teatro Comunale Russi

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