mercoledì 16 gennaio 2019

La Confartigianato contraria allo stop alle trivellazioni

Vogliamo difendere il lavoro e le eccellenze del nostro territorio

Il Governo ha annunciato uno stop di tre anni a tutti i permessi di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, ovvero alle cosiddette trivelle.


A meno di tre anni, quindi, dal referendum dell’aprile 2016 che non raggiunse il quorum, è stato l’esecutivo ad annunciare questa moratoria che sarebbe un colpo durissimo per l’industria italiana dell’oil & gas.

‘Come Confartigianato - dice il Segretario provinciale Tiziano Samorè - siamo assolutamente convinti che sia già ampiamente dimostrato come vi possa essere un utilizzo responsabile delle risorse naturali. Ed una delle migliori testimonianze di questo, è proprio il territorio della provincia di Ravenna, con la sua costa, le sue pinete, le sue aree protette: da quando, decenni orsono, è iniziata l’estrazione delle risorse naturali, ogni comparto economico è cresciuto e nessuno ne ha tratto svantaggio. La riprova ne è un settore turistico le cui performances, positive o negative, non sono mai dipese dall’estrazione a mare del gas metano’.

Al contrario, lo sviluppo del comparto dell’offshore e dell’oil & gas, ha visto il tessuto economico e produttivo di Ravenna crescere ed imporsi per professionalità, tutela dell’ambiente e capacità di creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto, non solo per quanto riguarda le grandi aziende, ma creando un indotto fatto di aziende artigiane e piccole medie imprese altamente qualificate ed in grado di operare in collaborazione con le grandi committenze internazionali. Oggi, nonostante la crisi del settore, dovuta alle incertezze internazionali ed al relativamente basso costo del petrolio, questo comparto vale, per il nostro territorio, oltre 50 aziende e circa 6000 occupati’.

L’Italia, da sempre in deficit per quanto riguarda il fabbisogno energetico e con un alto costo dell’energia per le imprese, con ovvie conseguenze negative sulla competitività del sistema produttivo, non può permettersi di abbandonarsi alla demagogia e a scelte che nulla hanno di scientifico. Le scelte in campo energetico, così come quelle sulle infrastrutture strategiche ed essenziali per lo sviluppo, sono fondamentali per assicurare un futuro al nostro sistema economico: i posti di lavoro, la serenità delle famiglie, una società sana ed in equilibrio tra le possibilità offerte ai giovani e la serenità agli anziani, dipendono da queste scelte.

‘Noi abbiamo sempre affermato che le risorse energetiche del nostro Paese vadano usate con equilibrio, in un’ottica di tutela del territorio ed implementando quanto più possibile l’uso delle fonti energetiche rinnovabili, come è stato finora. Ma proprio perché conosciamo molto bene il settore delle energie rinnovabili, pur nella consapevolezza di quanto la green economy si stia rivelando un importante volano per il nostro territorio oltre che per l’intera economia nazionale, è ovvio che nel breve e medio periodo il fabbisogno energetico locale e nazionale non possa prescindere dai combustibili fossili’ – precisa Samorè.

L’energia, elettrica e termica, è un motore fondamentale della vita di cittadini ed imprese. Un Paese moderno deve avere proprie risorse energetiche che vanno utilizzate, ricercate e sviluppate con know how, competenza e rispetto dell’ambiente come è stato fatto sino ad ora.

‘Confartigianato – conclude Samorè – non è né filogovernativa né antigovernativa, il nostro partito è l’Impresa. Chiediamo quindi alle Forze politiche che compongono la maggioranza di Governo, di voler ascoltare con attenzione gli appelli che giungono da “Quelli del Sì”, imprenditori che rappresentano la parte più sana del Paese e che ogni giorno operano per dare un futuro di sviluppo e di occupazione. Perché lo sviluppo delle imprese è lo sviluppo del Paese’.

Ufficio Stampa
Confartigianato della provincia di Ravenna

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