sabato 19 gennaio 2019

La guerra continua

117 dispersi in mare, 10 le donne e due bambini tra cui uno di due mesi


Quando i morti sono così tanti non è una tragedia, è Guerra, sono bollettini di guerra.
Contro chi? Chi contro chi? 
Persone che scendono in battaglia consapevoli che rischiano la vita, contro uomini che hanno la missione di salvare sempre e comunque la vita delle persone.
Quindi contro di noi che non vogliamo o non riusciamo a vincerla questa guerra, sino a quando perdiamo, ci sono morti nello schieramento avversario.
Le vita vanno salvate sempre e comunque.
No, Conte, gli avversari non sono gli scafisti, quella contro di loro è una guerra secondaria, che viene dopo, la prima è salvare vite e il Capo del Governo è il primo dei responsabili morali di quelle morti.  
No, Salvini, la chiusura dei nostri porti non salva le vite, facendone partire "meno", questi sono annegati "nonostante" i nostri porti siano chiusi: hai detto una cosa clamorosamente smentita dai fatti.
Sul nostro mare, quello che ci bagna, si muore. 
Dove c'è pericolo occorre non la politica, tanto meno la ricerca di voti, ma il fare, aumentare le presenze, esserci in tanti per salvare vite non appena siano in pericolo.
Se in mare si annega, tutti, tutti coloro che decidono di rischiare la propria vita, quelli dei figli, delle moglie, per qualsiasi motivo decidano di farlo, vanno portati là dove vogliono andare in sicurezza.

Arrigo Antonellini


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