venerdì 18 gennaio 2019

Porti chiusi

A rischio il nostro turismo



E con lui una buona fetta del nostro reddito nella capitale del turismo europeo, nella regione che registra il più altro incremento di presenze.

Le aziende turistiche cercano chef, camerieri, baristi, segretari d'albergo, addetti alle spiagge, pasticceri e non ne trovano abbastanza. 

Sul sito di Cescot di Confeserecenti ci sono già annunci.

"Questo la dice lunga sulla difficoltà di trovare personale - spiega Roberto Lucchi, presidente di Confesercenti Ravenna - dopo le difficoltà a trovare personale dell'estate 2018.

Il problema della difficoltà nel reperire lavoratori stagionali negli ultimi anni si è fatto sempre più sentito.

Questa situazione rischia di compromettere la qualità e l'immagine del turismo in Romagna che si contraddistingue da sempre per il servizio".

Ad acuire il problema, spiega Confeserecenti, la maggiore difficoltà nel reperire personale straniero.  

Non va certo meglio per l'agricoltura, per l'agro industria, per l'industria delle costruzioni, per l'assistenza ai nostri sempre più numerosi anziani.

Ma più in generale per noi: tra 50 anni saremo meno di 30 milioni, abbiamo bisogno di frontiere aperte. 

Da noi, nella Romagna Estense, noi romandioli, compresi gli immigrati, siamo in calo, nonostante che loro siano l'11 per cento

O capiamo che i porti e le frontiere chiuse è come per la nostra economia chiudere il rubinetto dell'acqua, o ci aspettano guai seri!

E piccolo dettaglio, senza di loro, ci avrebbero già chiuso l'ospedale. 

Arrigo Antonellini

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