martedì 22 gennaio 2019

Sull'accoglienza il problema ovviamente non è Salvini

Dall'altra parte c'è Papa Francesco

E' l'immagine di connazionali del nostro paese, classificato cattolico dalle statistiche, che battono le mani al NO di Salvini che mi ha colpito.


Il primo dei problemi dei nostri tempi è il fenomeno migratorio derivante dalle differenze storiche tra l'Europa e l'Africa e non serve guardare al passato, alle responsabilità storiche della politica coloniale europea, Italia compreso.

Semmai può servire guardare ai compartimenti ancora di oggi che vanno al più presto individuati e modificati, così come è necessario uno sforzo enorme per lo sviluppo dell'Africa, compreso la rinuncia di risorse usate in casa per trasferirle appunto all'Africa.

A casa loro, chiaramente la scelta migliore prima di tutti per loro, gli africani  rimangono solo se là c'è dignità di vita.

Certo che il problema non è Salvini, era inevitabile che qualcuno si facesse portavoce del crescente no di un numero sempre maggiore di italiani verso l'accoglienza.

Siamo almeno ad un italiano su tre che la pensa come Salvini, non però, per fortuna, ancora a due su tre!

Tanti nei Cinque Stelle, a partire da Di Battista, non sono su questa linea, probabilmente nemmeno Di Maio e Conte che "subiscono" Salvini per poter continuare a governare. 

Che il PD, con la sua politica di accoglienza, avrebbe perso milioni di voti lo scrivevo due anni fa.

il primo dato politico del paese è questa spaccatura tra l'accoglienza e i muri, i porti chiusi.

Il futuro dell'Italia ma anche dell'Europa si gioca su questo tema, sarà profondamente diverso se si continuerà a tentare di chiuderci, anche se comunque sarà impossibile riuscirci alla faccia di Salvini, o se si cercherà di governare l'accoglienza che predica Papa Francesco, che predicò Gesù Cristo, "emigrante con mamma e papà".

Il primo passo deve essere fare chiarezza su questo primo problema, rimettere in minoranza quella chiusura che, stando ai sondaggi, non è appunto maggioranza.

Questa dovrebbe essere la nuova mission della sinistra con una nuova forte prospettiva politica, altro che le piccole cose di casa nostra.

Lo si doveva capire sin da quando si disse no a Di Maio, sapendo di spianare la strada a Salvini e quindi al ricacciare indietro milioni di Persone, di cui sì, con quel no, oggi la sinistra è responsabile.

E lo si deve fare da subito, nel miglior modo possibile che è il ripartire dal basso, dai Comuni, alle prossime elezioni comunali, se non altro per la grande influenza che il tema dei migranti ha sul governo dei comuni, tra le azioni per l'integrazione, da un lato; ai servizi comunali, alle case popolari negate agli immigrati, dall'altro.

Arrigo Antonellini

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