mercoledì 6 febbraio 2019

L'abito nuovo

A Russi 


Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica con L’abito nuovo, uno scenario di Luigi Pirandello dialogato in due atti e tre quadri e concertato da Eduardo De Filippo.






L’opera, proiettata nel sentire contemporaneo dal regista Michelangelo Campanale sarà in scena al Teatro comunale di Russi venerdì 8 febbraio (ore 20.45). Sul palcoscenico la compagnia “L’anima nel letto” con Marco Manchisi, Nunzia Antonino Salvatore Marci, Vittorio Continelli Annarita De Michele, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente.


Luigi Pirandello sfortunatamente morì durante le prove teatrali del testo e quindi non poté assistere alla prima rappresentazione de L’abito nuovo, il primo aprile 1937 al Teatro Manzoni di Milano ad opera della «Compagnia Fratelli De Filippo».

«In quindici giorni finimmo la commedia - ha raccontato Eduardo -. Uscivo dalla sua casa come un collega, ma l'indomani quando tornavo a suonare il suo campanello mi batteva il cuore. Finita la commedia, però, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un dramma troppo aspro per quell'epoca, tanto da rimandare di volta in volta la messa in scena. Lui mi scriveva molto e finalmente dopo un anno mi decisi a mettere in prova la commedia al Teatro Quirino di Roma. Lui presenziò alla prima prova. Soltanto alla prima prova. L'indomani ebbi una telefonata dal figlio Stefano. Mi disse 'Papà sta poco bene, vai avanti tu con la prova. Domani o dopodomani lo vedrai arrivare'. Andai avanti ancora per tre giorni. Il quinto giorno Pirandello non c'era più».

La prima milanese della commedia ebbe un'accoglienza tiepida: lo stesso Peppino De Filippo, contrario all'abbandono della drammaturgia napoletana in favore di adattamenti di opere altrui, criticò la scelta drammaturgica del fratello, sebbene figurasse nel ruolo di Concettino Minutolo. In realtà, si trattò del primo vero segnale di distacco dal fratello Peppino e dal Teatro messo in scena fino ad allora. Alla ricerca di qualcosa di più profondo. Quello che, forse, senza quella collaborazione, non ci sarebbe mai stato. Eduardo restò affascinato dalla figura del protagonista della novella, lo scrivano Michele Crispucci, un personaggio che partendo da un’umile condizione sociale, non accetta l’eredità che la sorte gli predispone, pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà.

Il breve racconto di Pirandello inizia letteralmente con l’abito, che quel povero Crispucci indossava da tempo immemorabile… e finisce con un abito che parla da sé…. Così che il passaggio da un abito vecchio ad un abito nuovo rappresenta l’avvenimento fondamentale del testo. L’amore profondo, puro e testardo di Crispucci per sua moglie, nonostante gli eventi, prorompe in lui con lucida follia, trasformandolo in una sorta di eroe contemporaneo che lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni e il degradante attaccamento degli uomini alle cose, alla roba e non ai sentimenti.

Come è evidente, i temi di Pirandello ci sono tutti: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare, la follia che sola è in grado di salvare, il teatro nel teatro, l'attaccamento alla "roba", ma soprattutto la dignità, come bene supremo da difendere e da perdere alla resa dei compromessi, che è alla base del teatro di Eduardo.
Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria, ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo, e Marco Manchisi che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese Rai del 1965. Il regista ruvese rilegge l'opera scritta dai due maestri, ritornando alle radici del teatro della sua terra. Con Manchisi, perfetto nel ruolo dello scrivano Crispucci, abita in modo coerente la scena Nunzia Antonino in tre parti molto diverse tra loro: Celie, Clara e la vecchia madre di Crispucci; e poi Salvatore Marci, Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Paolo Gubello, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente e Dante Manchisi, il sarto, deus ex machina che muove i fili del tutto. Testo e regia cuciti sull’affiatato nucleo di attori che da anni costituisce l’anima della compagnia “La luna nel letto”.

INIZIO SPETTACOLI: ORE 20.45

Tel. 0544/587690 |e-mail: teatrocomunalerussi@ater.emr.it - www. comune.russi.ra.it e www.ater.emr.it

Tutti i giorni feriali dalle 9 alle 13, il giovedì dalle 15 alle 19.

Orari di biglietteria: martedì dalle 10:00 alle 12:00; giovedì dalle 16:00 alle 19:00; sabato dalle 10:00 alle 12:00; giorno di spettacolo dalle 19:30.

Comune di Russi

Ufficio Cultura, Teatro e Manifestazioni

via Cavour, 21

Tel 0544/587641|e-mail: cultura@comune.russi.ra.it

Info e dettagli su www.comune.russi.ra.it e www.ater.emr.it facebook.com/ Teatro Comunale Russi 

Per informazioni e prenotazioni: Teatro Comunale di Russi, Via Cavour, 10 

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