lunedì 4 marzo 2019

Ieri abbiamo fatto festa

Non succedeva dalle ultime europee di cinque anni fa

Abbiamo parlato, deciso, noi, ieri, non loro.


Ne abbiamo sentite tante dopo le tante batoste degli ultimi anni, ma soprattutto: "Dobbiamo ripartire dal basso".

Nessuno però che abbia detto come, che abbia fatto qualcosa per farlo, magari andando via tutti e lasciando posto a nuovi dirigenti, dal nazionale ai Comuni.

L'allenatore, i capo che perde se ne va, lo fece Veltroni, l'ha fatto Renzi.

Poi arriva uno statuto fatto quando siamo nati, quando eravamo attrattivi "Primarie, sempre e comunque, a tutti livelli".

Impossibile non applicarlo ed ecco il miracolo politico.

Un milione e ottocentomila italiani hanno risposto "Sì, certo, vengo, pago e decido io".

Compreso, vedo chi è favorito e lo voto, così non ve lo riprendete voi, il potere di decidere se nessuno arriva al 50, per uno stupido regolamento.

Non era difficile, se si voleva capire, come ripartire realmente dal basso.

Ieri ve l'abbiamo spiegato noi.

E a proposito di spiegarlo, insegnarlo dal basso alto: al gazebo, "Ho votato Zingaretti perchè è quello che avrà più, voti, vincerà lui, A me piace votare per chi vince".

L'hanno fatto tanti così, lo dimostra la percentuale bulgara, il 70 per cento, con cui Zingaretti ha vinto.

Voterà PD nonostante la dichiarazione che ha firmato per votare alle Primarie, quanti come lui? 

Se Zingaretti vorrà far risuscitare il Pd dovrà dare agli elettori, prima del voto, una concreta speranza che al voto non si sarà perdenti, dopo non si tornerà in castigo, all'angolo, in minoranza, a non contare nulla per la qualità della vita degli italiani.   

Zingaretti ha dichiarato che non farà alleanze, ma lo si chiede a noi, agli elettori, ai padroni del partito, come si è fatto ieri. 

I Cinque Stelle, anche se in un modo strano, una parte, pur piccolissima della base, la fanno decidere ed è uno dei motivi per cui il 4 marzo hanno fatto il pieno.

Alle persone, ovviamente tutte egocentriche, questo piace, giustamente non sopportano che decidano altri per loro. 

Arrigo Antonellini

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