sabato 30 marzo 2019

Il giocatore argentino di basket Ginobili annuncia la fine di una carriera durata 23 anni

Ricordi di gioventù


Lo ha comunicato su Twitter, poche frasi, due parole volutamente scritte in maiuscolo: Manu Ginobili ha annunciato così il suo ritiro dal basket.






“Oggi, in mezzo a mille emozioni diverse, annuncio il mio ritiro dalla pallacanestro. GRATITUDINE IMMENSA verso chiunque (famiglia, amici, compagni di squadra, allenatori, staff, tifosi) sia stato coinvolto nella mia vita negli ultimi 23 anni. È stato un viaggio favoloso. Di gran lunga migliore dei miei sogni più selvaggi”.

L’argentino che ha iniziato ventunenne la sua carriera in Italia — prima a Reggio Calabria e poi protagonista di quella Virtus Bologna capace di vincere tutto anche in Europa (allenata da Ettore Messina, oggi assistente proprio negli Spurs di Ginobili) — chiude così quasi un quarto di secolo di attività sui campi di tutto il mondo, un percorso che lo ha visto vincere a qualsiasi latitudine, contro qualsiasi avversario.

Quattro titoli NBA (2003, 2005, 2007 e 2014, tutti con San Antonio), un titolo in Eurolega (con annesso premio di MVP) nel 2001 e l’oro olimpico nel 2004 ad Atene con la maglia dell’Argentina, splendido interprete di quella “generacion dorada” che ha incantato il mondo.

C'ero, con Alessandro, mio figlio, a pochi passi da Ginobili, ad Atene, dietro la panchina dell'Italia, a soffrire per la sconfitta della nostra nazionale, dopo aver seguito l'Italia, in un uno splendido unico cammino, sino all'argento olimpico, dopo uno straordinario successo in semifinale contro la Lituania, con un Gianmarco Pozzecco scoppiato in alcuni momenti della splendida, ididimentcabile, partita e alla premiazione con il tricolore sopra alla bandiera dei mostri degli Stati Uniti, noi secondi loro solo terzi.


I biglietti della finale mica li avevo comprati, quando mai l'Italia sarebbe potuta arrivare sino a lì, lì scambia con due tifosi della Litauania, con i loro complimenti, dopo la semifinale, dando loro i biglietti per l'atletica che invece avevamo comprato.

E adesso giochiamoci i mondiali dopo esserci arrivati dopo tanti anni.

Arrigo Antonellini

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento