lunedì 4 marzo 2019

Lasciamo l’ideologia fuori dall’amministrazione degli enti locali!

Riceviamo da Per la Buona Politica e pubblichiamo

Da giovedì 28 febbraio 2019 chi intende chiedere al Comune di Lugo di potere occupare uno spazio o un’area pubblica, dovrà attestare di essere di “provata fede antifascista”.


Non è purtroppo uno scherzo, come si potrebbe pensare, ma solo l’ultima trovata della Giunta PD, introdotta nel vigente Regolamento comunale della Tosap (acronimo di tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche), accorgimento che certifica il ridicolo in cui si può cadere quando l’ideologia invade il campo della pubblica amministrazione.

Così nel regolamento della Tosap sono state introdotte, in tal senso, due modifiche che riguardano gli articoli 4 e 7. 

Riportiamo il testo di quella dell’articolo 4 che recita:

“l’istante, deve rilasciare apposita dichiarazione sottoscritta, con la quale si impegna, sotto la propria responsabilità, al rispetto della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione e della relativa legge di attuazione (legge 20 giugno 1952 n. 645, c.d. Legge Scelba) e della legge 25 giugno 1993 n. 205, c.d. Legge Mancino; l’inosservanza di quanto dichiarato o del divieto stabilito dal primo periodo della presente lettera costituisce causa di decadenza dalla concessione per l’eventuale periodo rimanente di efficacia della stessa”.

Magari – aggiungiamo noi – avrebbe potuto essere utile chiedere che “l’istante” fosse in possesso anche di tessera Anpi…

L’iniziativa assunta, non a caso in una serie di Comuni a guida PD come Cesena e Bologna, per fare qualche nome, nasce dall’ultimo allarme lanciato sul pericolo che le istituzioni correrebbero, a giudizio del PD, da un presunto risveglio del fascismo nel nostro paese.

Non è una novità, ma fa parte di una consolidata strategia politica della sinistra che quando si trova a corto di argomenti concreti, si inventa una minaccia, un pericolo, a prescindere dalla sua effettiva presenza.

E dire che Lugo, da anni, per iniziativa dell’allora sindaco Adriano Guerrini, è “città chiusa al fascismo” e che l’azione degli organi dello Stato, quali sono le Prefetture sul territorio, è già di per sé elemento di garanzia per evitare che si manifestino comportamenti non in linea con il rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato.

Per queste ragioni, al momento del voto, i consiglieri del gruppo Per la Buona Politica presenti in aula, Verlicchi e Drei, hanno fatto mettere a verbale la loro non partecipazione al voto con temporanea uscita dall’aula, non volendo riconoscere, con il voto, una sorta di validità a un provvedimento che, arbitrariamente, esula dal campo amministrativo, in quanto frutto esclusivo di una scelta ideologica.

Per la Buona Politica – Roberto Drei, Silvano Verlicchi

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