giovedì 11 aprile 2019

Quale rimborso avrà chi ha comprato obbligazioni e azioni delle banche entrate in crisi?

Di Tiziano Conti

Nel corso di una riunione avvenuta a Roma, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha concluso l’accordo con i rappresentanti delle associazioni di “risparmiatori” sulla sua proposta di rimborso destinata alle persone coinvolte nei crack bancari degli ultimi anni.


La sua proposta dovrebbe essere approvata prossimamente tramite un decreto legge: quello che i giornali hanno già battezzato “decreto truffati dalle banche”. È un nome fuorviante, però, poiché a essere rimborsati non saranno soltanto coloro che sono stati “truffati” secondo la sentenza di un giudice o una decisione di un’altra autorità, ma quasi tutti coloro che hanno comprato obbligazioni e azioni delle banche entrate in crisi. Per finanziare l’operazione la legge di bilancio aveva già stanziato 1,5 miliardi di euro alla fine dello scorso anno.

A essere coinvolte saranno categorie di persone molto diverse le une dalle altre: chi è stato realmente truffato, risparmiatori imprudenti che non hanno letto bene le informazioni a loro disposizione, persone che hanno fatto consapevolmente investimenti rischiosi sperando di guadagnarci e infine imprenditori che hanno acquistato azioni delle banche per ricevere in cambio dei prestiti (che, in molti casi, non avrebbero ottenuto, per mancanza di garanzie adeguate). Una definizione più corretta, quindi, è “risparmiatori e investitori coinvolti nei crack bancari”.

Il meccanismo previsto per il rimborso è stato già soprannominato a “due binari”, il primo dei quali dovrebbe riguardare da solo circa il 90 per cento degli investitori e risparmiatori coinvolti: a poterlo utilizzare saranno tutti coloro con un reddito ISEE fino a 35 mila euro annui oppure con un investimenti finanziari inferiori ai 100 mila euro.

Chi soddisferà queste caratteristiche riceverà automaticamente un rimborso pari al 30 per cento del valore delle azioni perdute e pari al 95 per cento dei suoi investimenti in obbligazioni. Il restante dieci per cento sarà sottoposto a una procedura di arbitrato durante la quale una commissione di 9 esperti stabilirà se il loro caso costituisce effettivamente una truffa.

È in base a questo principio che gli azionisti (cioè i proprietari) e gli investitori (cioè gli obbligazionisti) hanno perso il denaro che ora il governo vuole in parte restituire loro.

Quindi non ci sarà un rimborso a tutti indistintamente, come più volte incautamente affermato da autorevoli rappresentanti del governo.

Da questa vicenda si impara una lezione, che può essere utile a chiunque abbia a cuore il destino dei suoi risparmi.

Sapere che ad un rendimento elevato corrisponde un rischio più alto.

Essere consapevoli che è bene avere un mix di prodotti finanziari, diversificando i propri rischi.

E’ importante conoscere con una certa sicurezza le tempistiche future rispetto alla necessità di poter disinvestire i propri risparmi: se l’orizzonte temporale è breve è meglio stare su prodotti a basso rischio.

Investire con controparti finanziarie radicate sul territorio: sciamani e stregoni è bene tenerli per altre attività.

E se alla fine qualcuno tenta di circuire la nostra fiducia è meglio, se possibile, che cambi mestiere.

Tiziano Conti

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