lunedì 29 luglio 2019

Legge contro le discriminazioni e violenze di genere

Varata dalla nostra Regione

«Siamo amareggiati per l’assurdo ostruzionismo inscenato dalle destre, stanchi ma soddisfatti e soprattutto consci che anche in questo delicato, difficile ed interminabile passaggio assembleare, la Regione Emilia-Romagna, ed il PD in primis, ha onorato la sua tradizione di inclusività e civiltà anche e soprattutto in rappresentanza di tutte le cittadine e cittadini emiliano-romagnoli.»


Con queste parole il Gruppo PD presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna saluta l’approvazione del Progetto di Legge “contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” che ha avuto un iter particolarmente contrastato a causa dello sterile e ideologico ostruzionismo dei Gruppi assembleari di destra.


«La legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere -ha dichiarato Paolo Calvano- è arrivata ad approvazione dopo un percorso articolato e partecipato che ha consentito di migliorare la legge stessa. Ciò è avvenuto nonostante l’ostruzionismo becero e in un’inutile prova muscolare dei Gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega che non ha aggiunto nulla alla discussione di una Legge di grande importanza e valore sociale ma che è la migliore testimonianza di quanto ci sia da lavorare perché le persone possano ricevere piena tutela e non essere discriminate a causa del loro orientamento sessuale. Una legge che sta dentro le politiche volte ad accrescere diritti sociali e civili nella nostra regione.»

Numerosi i momenti di frizione e tensione dialettica per una “maratona” che ha impegnato l’Assemblea della Regione Emilia-Romagna per 4 giorni senza alcuna sosta. Tra gli argomenti più utilizzati dai gruppi di minoranza nell’esercizio dell’attività ostruzionistica, l’accusa di portare alla discussione un tema che non dovrebbe essere una priorità per la nostra Regione, perché di fatto i fenomeni discriminatori verso le persone LGBT sarebbero già superati, oppure perché introdurrebbe la fantomatica “cospirazione gender” nelle scuole.

«Un’argomentazione priva di ogni fondamento e verità. Questa non è una Legge in favore di qualcuno o di un’ipotetica teoria gender da contrapporre alla famiglia tradizionale -afferma la Consigliera Roberta Mori che della Legge è stata relatrice- ma è in primo luogo una Legge di diritti e civiltà. Con questo provvedimento, infatti, cerchiamo di mettere in campo uno strumento sicuramente perfettibile, ma che ci auguriamo possa contribuire concretamente a far sì che il nostro Paese non continui a scendere nelle ben poco invidiabili classifiche che monitorano il livello di rispetto e tutela dei diritti di donne e uomini che sono cittadini emiliano-romagnoli come chiunque altro.»

La Legge appena approvata, come ovvio, non entra in conflitto in alcun passaggio con la normativa nazionale e i diritti costituzionalmente garantiti, ma anzi si muove nel solco tracciato dal Parlamento per meglio specificare tutta una serie di tutele e applicazioni pratiche.

«La prova di quanto la nuova Legge della Regione voglia solo affermare principi basici di rispetto e inclusività -sottolinea il Capogruppo PD Stefano Caliandro- sta anche nel fatto che consente un concreto sostegno a progetti nel mondo dello sport, della cultura, del lavoro, della scuola, per pari diritti e opportunità per tutti, anche con interventi economici della Regione. Anche l’esclusione dei finanziamenti per chi dovesse promuovere la GPA ha il significato di riaffermare la necessaria tutela della dignità della persona umana e della procreazione, senza alcun significato di stigmatizzazione o condanna per nessuno.»

«Una legge -conclude Caliandro- attesa da tempo e in cui tutti, nella nostra Regione, possono riconoscersi con orgoglio.»


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