lunedì 5 agosto 2019

Foto e Parole

Cronaca da Serravalle 3
di Paolo Caroli


Serravalle oggi ha cinquanta abitanti.



Il bar apre alle 8,00, i giornali arrivano dopo le 9,00. 

I ritmi sono questi. Ritmi lenti, leggeri. Assenza di stress, salvo il fine settimana. Quattro mesi fa è nato un maschietto, non accadeva da anni.

Attorno al piccolo Zeno, occhi penetranti e vivaci c'è un"atmosfera di allegria, di speranza. Affinché il borgo non muoia.

Zeno è stato l'apripista, in sei mesi ci sono state una ventina di nascite giù a valle, un piccolo boom.

Lungo le vie del borgo i giardini sono colorati di ortensie, rosa azzurre e blu che rallegrano le viuzze. 

All'uscita mattutina sempre di buon' ora sopra l'eremo ho avuto un incontro speciale. Dentro l'abetaia ho visto 6 daini che brucavano. Mi fermo, quasi non respiro, ma il daino sentinella dà il segnale di pericolo e il gruppetto si sposta un po'. Inutilmente compio movimenti lenti per scattare una foto, e puntuale la sentinella dà il segnale e tutti si allontanano. Riprovo e puf spariscono nel bosco.
Nel pomeriggio mi sono inerpicato per arrivare ad un castagneto selvatico ricco di castagni pluricentenari.

Sembrano sculture dialoganti, hanno squarci di antiche ferite.
Sono imponenti, misteriosi custodi silenziosi della collina. Un castagno ha un incavo a tutto tondo che invita a guardare oltre il cerchio. Per terra ci sono vecchi ricci, un manto spinoso arato dai cinghiali. Mi siedo su un vecchio tronco marcescente e guardo attorno, gustando i colori del sottobosco, i legni, i tronchi e i sassi sparsi senza un ordine preciso.
Ogni castagno ha un fascino che colpisce, faro del bosco, scintillio di foglie, pentagramma di pianti antichi.

È letto di brace che un tempo scaldava corpi tremanti e cuori intorpiditi, che aspettavano incerti la nuova alba di speranza. Mi alzo e procedo un po':
lungo il sentiero di terra e ciotoli,
piccole vele bianche
danzano sui cardi selvatici
in mezzo al mare di verde.
È la ballata della natura
è la ballata della bellezza.

A risentirci.

Paolo Caroli

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