sabato 3 agosto 2019

Vicino, a Bologna

Di Roberto Cumali


Stavo aspettando i grandi per pranzare quella mattina di un estate lontana e mentre li aspettavo, guardavo su telesanterno un avventura di Magilla il gorilla, pronto poi a raccontare a loro quanto mi fossi divertito
Ma quando tornarono a casa avevano un espressione seria, non mi dissero nulla, andarono dritti al televisore e cambiarono canale, comparve così quel giornalista con gli occhiali su raiuno e immagini di macerie, teli bianchi, gente che piangeva e ferrovie .

Io quando vedevo cose del genere chiedevo sempre a mia sorella dove succedevano, se succedevano vicino a casa nostra; questa volta non era Beirut e nemmeno il Nicaragua, per la prima volta mi disse di si, che Bologna non era lontana e che tanti suoi amici avrebbero potuto esserci, ed allora mi veniva da piangere come quando pensavo che stavo per cominciare la scuola elementare, mi veniva da piangere perché dove stavo, tutt’attorno doveva essere tranquillo e nessuno doveva farsi male, che l’Italia era bella e tutta unita come quando gioca la nazionale del pallone o che ci sono le olimpiadi, mi consolai pensando che presto Superman oppure l’uomo ragno avrebbero risolto le cose.

Ora, un infinità di telegiornali mi rimostrano quelle immagini di quell’estate , se avessi un figlio magari vorrebbe guardare un cartone animato odioso che fanno adesso , con le famiglie grasse e tristi , magari mi chiederebbe se quello che successe fosse capitato vicino a lui , gli direi di si , che non è la Siria e nemmeno il Venezuela , che Bologna aspetta ancora Superman, l’uomo ragno, giustizia e verità

Roberto Cumali

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