Dubbi di coscienza

La sentenza della Corte sul suicidio assistito 

di Arrigo Antonellini

“Non ce la faccio più, non farmi più soffrire, se non lo fai sei tu che mi fai soffrire”.

Lo conosco bene, gli voglio bene. 

il mio Papa mi dice che non devo farlo…

Addirittura a me sembra che chi condivide la sentenza siano quelli più portati all’interesse verso il prossimo, più portati all’amore del prossimo, i meno indifferenti al prossimo, il primo dei comandamenti.

A me sembra che lo Stato non debba legiferare in materia, se non per sancire la non punibilità, il non reato.

Come si fa a punire chi, secondo la sua coscienza, fa un atto di carità?

Se come si dice i parlamentari nel caso di una legge dovrebbero votare non per appartenenza di partito, di gruppo parlamentare ma secondo la loro coscienza, perchè la loro coscienza dovrebbe valere di più di quella di ciascun italiano?

Sia la coscienza di chi si trovi a dover decidere, a farlo a seconda la propria di coscienza, decidendo quindi con la sua, di coscienza.

Semmai lo faccia fare all’estero appunto, non sul nostro territorio.   

Arrigo Antonellini

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