lunedì 9 settembre 2019

Il sovranismo si nutre d'odio, fermiamolo

Veltroni a Ravenna al festival



Non si fanno le cose contro ma "per"... vero. 

Ma quando c'è chi si nutre d'odio, diffonde odio, invita tutti e quindi anche i ragazzi, i giovani a cacciare via le persone; ad impugnare la pistola, uccidere, togliere la vita a chi è colpevole di essere in casa tua, non diventa necessario il "fare contro"?


Difendersi e senza impugnare la pistola, ovvio, senza usare la violenza, senza fare una rivoluzione armata, tanto più se chi si comportava così, se ne va....

E attenzione perchè questo è un collante sufficiente a tenere in vita questo governo per tempi lunghi, i barbari sono sempre lì, più incazzati che mai ora.

"Bisogna ritrovare una dimensione collettiva - ha detto Veltroni a Ravenna - parlare un linguaggio in grado di accendere i cuori e dare speranza ad un Paese che ne ha bisogno.

"Non conosco la tradizione dell'odio - ha continuato uno dei fondatori dell'Ulivo - sento che questo è il veleno che sta circolando copiosamente non solo in Italia ma un pò in tutto l'occidente; l'odio è la negazione del diritto dell'altro ad esistere, chiunque è diverso da me merita di essere cancellato, di essere insultato. Paura, emotività e odio è il circuito con cui si è alimentata l'ondata sovranista".

"Non basta cambiare il governo, risolviamo il problema solo se arriviamo al Paese, se andiamo quartiere per quartiere ad occuparci dei problemi delle persone, non c'è davanti un tappeto di rose, ma un percorso molto difficile" - ha detto ancora Veltoni. 

E perchè le parole non rimangano vuote si parta andando al mercato, tra la gente, non a fare propaganda ma chiedendo alle persone quali siano i loro problemi; usando tutte le mail disponibili, invitando ad usarle per dirci i loro problemi.

"Le cose che la sinistra dovrebbe fare - ha concluso Veltroni - stanno in un acronimo: Ali, Ambiente, Lavoro, Istruzione. E' necessario trovare una dimensione globale sul tema ambientale, abbattere il cuneo fiscale e puntare su istruzione e scuola. Dispieghiamo le ali e facciamo capire alle persone che all'odio si può contrapporre la speranza".

Arrigo Antonellini

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