mercoledì 20 novembre 2019

La ditta di ceramica spostata in Armenia, ma gli 11 dipendenti se la comprano

La notizia nel TG1 delle 13,30 ma voi l'avevate già letta
Di Tiziano Conti

Il marchio della nuova fabbrica se lo portano dietro ovunque con tanto di slogan «Tutti per uno, un sogno per tutti». 


Ce lo siamo tatuato sul braccio, racconta una delle dipendenti, perché è il simbolo della rinascita e del lavoro che adesso nessuno potrà più togliere loro.

La proprietà di Ceramisia, fabbrica di Città di Castello, aveva convocato operai e impiegati e aveva annunciato loro la decisione di delocalizzare in Armenia (dove poi la proprietà ha realmente aperto una nuova azienda). 

Praticamente un licenziamento. E invece ecco l’idea lanciata da un lavoratore innamorato del mestiere e della fabbrica. “Ragazzi rinunciamo alla disoccupazione e al Tfr e quei soldi li investiamo per comprarci l’azienda”. 

I colleghi di lavoro si guardano negli occhi, qualcuno si mette a ridere, altri hanno una smorfia di dolore. 

Partono le trattative con la proprietà (la famiglia Polidori, in Umbria conosciuta anche per l’impegno politico di Catia, parlamentare di Forza Italia); i sindacati e il movimento cooperativo appoggiano l’idea dei lavoratori che formano una cooperativa, anche se qualcuno continua ad essere perplesso. 

Con i soldi della disoccupazione (circa 180 mila euro) gli undici lavoratori fondano “Ceramica Noi” e investono per acquistare i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà, affittando il capannone. Utilizzano i soldi del Tfr per i primi mesi di stipendio e partono alla riconquista dei vecchi clienti, quasi tutti esteri (90% Stati Uniti e il resto America Latina), aprendo poi nuovi mercati. Il successo è incredibile, torna l’attivo. 

Oggi sono pronti a vendere in Francia, Germania e Inghilterra e si stanno preparando a sbarcare nei Paesi dell’Est. Hanno appena assunto altre tre persone. “Si lavora di più e ci sono un sacco di grattacapi da risolvere - dicono in coro gli undici soci - ma questa fabbrica oggi la sentiamo nostra, le vogliamo bene, è parte di noi. Siamo una famiglia di operai-imprenditori”. 

Che nei giorni scorsi ha festeggiato la rinascita con una festa in azienda al quale ha partecipato anche il sindaco di Città di Castello, emozionato pure lui. “Un esempio straordinario di voglia di farcela – ha commentato -. Questa è gente che non si arrende, che ha voglia di lottare e vincere, che ama il lavoro e la sua terra”.

Fortunatamente c’è ancora qualcuno che prova a tradurre i sogni in fatti concreti.

Tiziano Conti

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