giovedì 5 dicembre 2019

Donazione dell'Auser

Alla casa residenza anziani F.lli Bedeschi di Bagnacavallo 


L’Auser di Ravenna, sezione di Bagnacavallo, ha donato alla casa residenza anziani F.lli Bedeschi di Bagnacavallo sei cuscini antidecubito ad aria, particolarmente evoluti, destinati agli ospiti della struttura gestita dall’Asp dei Comuni della Bassa Romagna.



La consegna è avvenuta presso la casa protetta alla presenza del sindaco Eleonora Proni: sono intervenuti per l’Auser il referente per Bagnacavallo Fiorenzo Parrucci e numerose volontarie, per l’Asp l’amministratore unico Pierluigi Ravagli e la coordinatrice della struttura Antonella Gavelli.

 I responsabili intervenuti hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra Auser e Asp, che vede da anni i volontari particolarmente impegnati nel supporto delle attività della casa protetta di Bagnacavallo, a riprova di un rapporto molto stretto tra la città e la struttura per anziani. Collaborazione che, è stato ribadito, è destinata ad ampliarsi ulteriormente in futuro, considerata la necessità per la struttura di disporre di attrezzature e dispositivi sempre più sofisticati per consentire le migliori condizioni di cura e benessere per gli ospiti residenti. 

La coordinatrice Antonella Gavelli ha poi spiegato che l’utilizzo del cuscino antidecubito assicura comfort e supporto agli ospiti utilizzatori di sedia a rotelle, riducendo notevolmente il rischio di insorgenza di lesioni da pressione, garantendo la massima omogeneità di distribuzione del peso corporeo sulla superficie del cuscino stesso e migliorando la postura, offrendo stabilità a tronco e bacino. 

 «Tale presidio – ha specificato la coordinatrice – rappresenta un valore aggiunto nell’ambito dell’assistenza all’anziano non autosufficiente. Unito all’utilizzo di altri ausili, a trattamenti riabilitativi personalizzati e flessibili, a una movimentazione e a un posizionamento efficace, alle cure e alle prestazioni socio-sanitarie, promuove il recupero psicofisico rallentando i processi degenerativi, mantenendo le autonomie restanti e permettendo all’anziano di intervenire, in modo quanto più partecipativo possibile, alle attività della vita quotidiana all’interno e all’esterno della struttura.»

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