giovedì 5 dicembre 2019

Serate alla “Varoli”

Iniziative culturali cotignolesi: una scuola e il suo territorio

L’Istituto comprensivo “don Stefano Casadio” di Cotignola, nell’Aula Magna della sede della scuola secondaria di primo grado “Luigi Varoli”, in Via Dante Alighieri, 8 a Cotignola di Ravenna, promuove le sue attività culturali per il nuovo anno scolastico, aperte al territorio e alla cittadinanza.


Nel consueto dialogo e nella tradizionale collaborazione tra la scuola e il Comune di Cotignola, e nello spirito di rafforzare ulteriormente la partecipazione e lo scambio tra la scuola e la collettività, l’Istituto comprensivo inizia le sue attività di promozione culturale, in collaborazione con la Biblioteca Comunale, con la presenza di due scrittori. Gli incontri non sono rivolti solo agli alunni, ma anche ai genitori e all’intera cittadinanza, con l’intento di aprire la scuola a tutta la comunità come centro di aggregazione culturale e artistica.

A queste prime presentazioni di libri, seguiranno altre attività culturali e artistiche (concerti, mostre d’arte, attività cinematografiche, conferenze).

Lo spirito delle iniziative è quello di valorizzare personaggi, scrittori, artisti, musicisti e uomini di cultura del territorio romagnolo che hanno reso importante la cultura locale in Italia e nel mondo.

Il primo incontro, oggi, giovedì 5 dicembre 2019, alle ore 20:45, è con Matteo Cavezzali e il suo ultimo romanzo: Nero d’inferno (Mondadori, Milano 2019).

Matteo Cavezzali, giornalista e scrittore ravennate, organizzatore di numerose attività culturali, legate al teatro, alla letteratura e ai libri, ha raggiunto un grande successo con il libro Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax; Vincitore del Premio Giovanni Comisso per la Narrativa e del Premio Opera Prima Stefano Tassinari – Premio Volponi). Ora, con il nuovo romanzo, Nero d’inferno, dedicato a Mario Buda, ha riscoperto un personaggio controverso dell’Italia degli emigranti di un secolo fa. Americanizzato come Mike Boda, il personaggio di Sant’Arcangelo di Romagna, è stato un anarchico, un terrorista, un uomo che ha condiviso e conosciuto le vicissitudini di uomini come Sacco e Vanzetti, compiendo scelte discutibili. 


Il romanzo, che parte da eventi reali e fatti storici, presenta con uno stile asciutto, ma intenso nei contenuti, i pensieri del personaggio e di tutto il coro delle persone che in qualche modo sono entrate in contatto con lui. Un mosaico di interpretazioni diverse e contrastanti che fanno dello stile di scrittura di Matteo Cavezzali una delle prose più originali di questi ultimi anni.

L’incontro successivo, martedì 10 dicembre 2019, alle ore 20:45, è con Eraldo Baldini, che presenterà il suo ultimo romanzo, La palude dei fuochi erranti (Rizzoli, Milano 2019). Il narratore e saggista ravennate, originario di Russi, è celebre sia per i suoi scritti di carattere antropologico, incentrati sulla cultura, le tradizioni, i miti, i riti, le usanze della Romagna, con libri importanti come Tenebrosa Romagna, o I misteri di Ravenna, e anche, insieme a Giuseppe Bellosi, Misteri e curiosità della Bassa Romagna (tutti editi da Il Ponte Vecchio di Cesena), altri lavori etnografici su Halloween e Tenebroso Natale (editi da Laterza), sia anche per la sua opera narrativa horror, che ha creato un vero e proprio genere, il “gotico rurale”. 

I suoi numerosi romanzi, pubblicati per Frassinelli di Milano, poi Einaudi di Torino e ora Rizzoli di Milano, sono impregnati di inquietudine e mistero, legato in particolare al territorio romagnolo e alle paure tipiche della cultura popolare, contadina e, per certi versi, dell’infanzia, che affonda le sue radici nelle paure ataviche, nel “perturbante”, nell’inquietudine che viene dalla rottura della familiarità degli eventi quotidiani. In romanzi come Mal’aria e nell’ultimo, La palude dei fuochi erranti, gli eventi si svolgono in mezzo alla nebbia, in un territorio ostile e ancora paludoso, in un villaggio perso tra campi e acquitrini, Lancimago, paese inventato che (sebbene sia l’antico nome di San Michele), si può collocare tra Ravenna e Sant’Alberto, dove si affrontano eventi imprevisti drammatici e agghiaccianti, avvolti in un'incredibile atmosfera di suspense.

Questo nuovo romanzo è ambientato nell’anno del Signore 1630, in un mondo abitato da contadini che lavorano terreni di proprietà di un’abbazia e di un signorotto locale, e ascoltano con angoscia le notizie della peste che si avvicina, quella stessa peste del Seicento di manzoniana memoria. I monaci decidono di prepararsi al peggio e fanno predisporre una grande fossa per le eventuali vittime dell’epidemia; ma durante i lavori vengono alla luce numerosi scheletri che recano segni di brutale violenza. 

Tra sacro e profano, paura del contagio e fuochi fatui, religiosità e superstizione, un frate che vuole espiare il suo passato da boia, il priore e il Commissario Apostolico, una donna processata per stregoneria e una ragazzina che vive rifugiata su un albero, nel tormento delle difficoltà materiali, di terrori ancestrali e dalla sopraffazione dei potenti, in un clima angosciante di paura e di mistero, si cerca la differenza tra naturale e soprannaturale, tra giustizia e colpa, tra carnefice e vittime.

Dialoga con gli autori il Dirigente scolastico, Paolo Taroni.

Partecipa, per un saluto di presentazione, il Sindaco di Cotignola, Luca Piovaccari.

Il Dirigente scolastico
Paolo Taroni

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