lunedì 3 febbraio 2020

Il canto dell'addio

La Brexit
di Guido Assirelli


Il canto dell'addio degli eurodeputati
E' l'ora dell'addio, fratelli, è l'ora di partir / il canto si fa triste, partire è un po' morir........

Sarà che ho figlia e nipoti che vivono a Londra, sarà perché sono stato un boy-scout o perché sono un romanticone o per tutte queste cose, ma quando gli ex europarlamentari inglesi si son presi per mano ed hanno intonato "il canto dell'addio", mi sono commosso.

Non so se hanno fatto bene o male, vedremo, certo é che sono un popolo completamente diverso da noi "europei" d'oltre Manica, con tradizioni e usanze praticate con orgoglio, come l'appuntarsi un piccolo papavero rosso (il poppie) sulla giacca in onore delle vittime di tutte le guerre (il Remembrance Day) e chi si è trovato in novembre a Londra avrà notato che proprio tutti la indossavano. 

Del tutto diversi come unità di misura e senso di marcia, hanno mantenuto da sempre la sterlina e l'inglese è la lingua universale. 

E poi hanno i Beatles, Queen, Pink Floyd...!

Tornando al "canto dell'addio" come dimenticarsi delle notti di fine campeggio scout sotto le stelle attorno al falò con le chitarre e i buoni propositi che ci promettevamo. 

Speriamo che anche in questo caso, nell'interesse di tutti, si arrivi ad una serie di compromessi costruttivi e soprattutto si abbandoni quel residuo di atavica antipatia per tutto ciò che è inglese di certe persone che nutrono solo invidia.

Lo so, sono sempre stato un "fan" della Gran Bretagna, figuriamoci poi quando mia figlia decise di andare a far l'architetto a Londra ("portami con te, non ti serve un vecchio geometra...? "). 

Per carità, amo l'Italia, son fiero ed orgoglioso di essere italiano e vivere in questa meravigliosa terra, la più bella e ricca del mondo. 

Spero solo che abbiano fatto la scelta giusta, anche se nutro qualche dubbio, ma confido nella tenacia che ha sempre distinto il popolo inglese e se poi dovesse faticare a tornare grande come un tempo, a rialzarla ci saranno gli italiani con la loro creatività.

Ci saranno mia figlia, mio genero e soprattutto................. i miei nipoti !

Guido Assirelli

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