martedì 4 febbraio 2020

Il Centro Sociale Culturale Porta Nova di Russi

I temi della migrazione, dell’inclusione e dell’accoglienza 


Il Centro Sociale Culturale Porta Nova con i suoi 620 associati, in aumento rispetto al passato, vuole essere sempre più un luogo di incontro aperto a tutta la popolazione.


Un luogo di aggregazione dove formazione e informazione si incrociano costantemente per consentire un adeguato approfondimento sui temi della memoria, sociali e sanitari maggiormente dibattuti, pur mantenendo costanti le attività ricreative nel tempo consolidate. 

In sostanza Porta Nova è un Centro nel quale, nel rispetto dei valori indicati dal proprio Statuto, gli spazi sono a disposizione di tutti coloro che hanno o vogliono dire qualcosa. 

Giova ricordare che nei locali di Porta Nova tra le tante attività che si tengono, vengono svolti per l’intero anno scolastico, i partecipati corsi di Corsi di Italiano destinati agli Stranieri residenti nel Comune di Russi che abbiano compiuto 16 anni di età e siano in possesso del permesso di soggiorno.

Per questa ragione siamo fortemente interessati ai temi della migrazione, dell’inclusione e dell’accoglienza. 

Già nello scorso anno, alla presenza di Elisabetta Gualmini allora Vicepresidente della Regione Emilia Romagna e degli Enti e Associazioni che nel nostro Comune si occupano di questi argomenti, affrontammo la situazione dinnanzi ad una platea affollata ed estremamente interessata dove in maniera chiara e obiettiva esaminammo l’argomento. 

Quest’anno, auspicando altrettanta partecipazione, dinnanzi alle nuove normative approvate dal Parlamento (decreti Salvini e Sicurezza), riaffrontiamo l’argomento il prossimo 8 febbraio a partire dalle ore 9,30 con le stesse e le nuove Associazioni che operano sul nostro territorio. 

L’iniziativa pubblica sarà poi arricchita dalla presenza e dalla competenza di Cecile Kienge già Ministro della Repubblica Italiana e Parlamentare Europeo. 

Tra l’altro importante è ricordare che Cecile Kienge, subito dopo la sua elezione nel Parlamento Italiano presentò con altri firmatari, tra i quali Pier Luigi Bersani e l’attuale Ministro della Salute Roberto Speranza, una proposta sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano (il cosiddetto ius soli).

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