martedì 11 febbraio 2020

Saggezza e follia

Di Roberto Cumali

Il barista in piedi sotto la luce di un faretto ascolta.


È stanco delle quasi dieci ore ma non lo fa a vedere , non è ancora tempo per i propri pensieri e per cercare di dormire.

Il barista da risposte che non devono turbare, filosofeggia ricordando i tempi della scuola , film visti di recente e parole di canzoni di vecchi cantautori.

Conosce la diplomazia, quella che dovrebbero avere politici e potenti insultati dai clienti.

Il barista mette sempre in ordine quasi fosse l’ultima cosa da fare nella vita, accarezza la macchina del caffè con un panno umido tra le mani screpolate, sorride chi entra, saluta chi va via per immergersi nella del paese e delle esistenze.

Il barista conosce, consiglia, il barista è calmo  il barista è pazzo, cercherà sempre di strapparti un sorriso.

Il barista è un mix di saggezza e follia.

Il barista cerca con lo sguardo l’amico che lo aspetta per una birra da far tardi, che qualcosa da dire ce l’ha anche lui: progetti più o meno realizzabili, viaggi da cercare di fare ancora.

Il barista tra le chiacchiere e un gol guarda fuori per un attimo: stasera pare che il cielo sia il contorno di una luna nuova, lucente e forte come la donna che ha voglia di riabbracciare

“ le regalerò una stella !”, sussurra ridendo

Pensa all’universo dei locali, a tutta la magia della conoscenza popolare

A quello da dire domani

Ai domai che verranno, che sapranno di nuovo di caffè, vassoi, aperitivi e snack

Voglia di fuggire

Voglia di tornare al centro del proprio mondo

Dietro ad un bancone di un bar

Roberto Cumali



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