sabato 15 febbraio 2020

Tempo di pagelle

Decluttering, un'impresa senza fine
di Lucia Baldini 



Andare in pensione significa anche riordinare, liberarsi del superfluo.

Per un' insegnante si tratta  di un'impresa titanica, materialmente e moralmente. Non sono Marie Kondo e mi trascino sconfortata fra scatoloni di libri da conservare, scatoloni da regalare, scatoloni, orrore, da buttare.

Intanto penso che anno scorso, a quest'ora, distribuivo le schede di valutazione, comunemente dette pagelle. L'amico storico Gian Paolo Ricci Maccarini mi aveva permesso di fotografare un documento del ventennio per il giornale, quest'anno sono emerse due fotocopie dal mare magnum delle cartelline dei corsi di formazione. Ecco qua.



L'alunno si chiamava M. Nevio, nato a Faenza, il 2 febbraio 1928 e frequentava la scuola Maschile di via Marini a Faenza.



La prima immagine è riferita alla classe seconda, e come vedete è stato cancellata la voce "donneschi" (sic) nella terzultima voce. Tenero il tentativo del bambino di darsi una valutazione buona in geografia.L'anno scolastico era il 1935-1936. L'alunno ha la tessera di iscrizione all'opera balilla.

La terza immagine lo vede in quinta elementare, ha la tessera della Gioventù italiana del Littorio, le materie sono aumentate, la condotta  è un po' peggiorata.
Succede anche adesso.

E i lavori donneschi non sono stati cancellati, bisogna saper fare di tutto. Anche riordinare, selezionare, buttare. Domani, forse. Chissà cosa troverò.

Lucia Baldini

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