venerdì 27 marzo 2020

Ancora una riflessione controcorrente

Tanta "beneficienza"

E' scattata forte la raccolta fondi, stimolata anche dai media, la sana voglia di dare una mano in questa guerra, da chi non è trincea, ma potrebbe essere chiamato ad esserci, verso chi c'è, i tanti che rischiano addirittura la vita.

In guerra tra loro sono il Sistema Sanitario Nazionale ed il mostro, il virus.

Mandiamo il nostro denaro ai nostri, al nostro SSN, per combattere il mostro.

Ma le risorse finanziarie di cui dispone lo Stato sono già soldi nostri, quelli delle nostre tasse.

La domanda allora è perchè non vengono destinati da chi gestisce le nostre tasse, lo Stato, tutti i soldi necessari per combattere al meglio possibile il mostro, non fa in modo che non manchi nemmeno un euro di ciò che i soldati, i generali, ritengano utile per combatterlo.

Lo Stato ne fa mancare di soldi e facciamo bene a pensarci noi? 

Lo Stato non gli dà tutti quelli che sarebbero utili, non li toglie da altre parti girandoli sulla guerra contro il mostro?

Non dovrebbe aumentare la tasse, se servisse, tasse che pesano in modo proporzionale al nostro reddito?

Le dieci lire per una guerra di decine di anni fa le stiamo ancora pagando.

Semmai ci sono carenze di strumenti, mascherine, respiratori tanto altro, ma non per mancanza di denaro per comprarli, ma per altri motivi tecnico-burocratici. 

Capisco, perfetto, il mandare questi strumenti chi ne avesse, chi fosse in grado di procurarseli, ma perchè denaro? 

Magari per fare bella figura, per mettersi in mostra, volendo che sia detto chiaramente chi ha offre.

"Quando doni non farti vedere".

Con una speranza, che non venga a ridursi il dare a tanti altri, a chi ha bisogno, a chi lo Stato non dà riposte perchè non è compito istituzionale, sancito dalla Costituzione, come invece la tutela della salute.

Ai milioni, miliardi di persone che hanno bisogno in Italia e nel Mondo, sarebbe un grande sollievo per tanti di loro ciò che oggi diamo al nostro Stato, compreso per troppi ancora, il non morire di fame

Arrigo Antonellini

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