mercoledì 25 marzo 2020

La Benedizione del nostro Vescovo

Riceviamo da Annalisa Antonellini e pubblichiamo



Carissimi amici, stiamo vivendo un tempo di Quaresima che non ci aspettavamo così inatteso e drammatico, per la diffusione del virus, gli ospedali al limite, la paura della gente, le regole che tentano di bloccare il contagio.


Ci rendiamo conto che il momento presente in cui versa l’intera umanità, minacciata da un morbo invisibile e insidioso, che ormai da tempo è entrato a far parte della vita di tutti è scandito giorno dopo giorno da angosce, nuove incertezze e soprattutto diffusa sofferenza fisica e morale.

Papa Francesco ci ricorda che: «Mai come in questo tempo la Chiesa sperimenta la forza della comunione dei santi, innalza al suo Signore Crocifisso e Risorto voti e preghiere, in particolare il Sacrificio della Santa Messa, quotidianamente celebrato, anche senza popolo, dai sacerdoti» e come «buona madre, la Chiesa implora il Signore perché l’umanità sia liberata da un tale flagello, invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre di Misericordia e Salute degli infermi, e del suo Sposo San Giuseppe, sotto il cui patrocinio la Chiesa da sempre cammina nel mondo.”

Per questo desidero proporvi questa settimana due appuntamenti e farvi partecipi di un dono straordinario che ci è offerto:

Il Papa invita tutti i cristiani ad unire la loro voce, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, per invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato. In particolare siamo invitati a recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno, tutti insieme. Nel giorno in cui i cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto. Potremo seguire anche noi la preghiera attraverso la televisione e gli strumenti di comunicazione. Invito tutti i parroci a far suonare le campane qualche minuto prima delle ore 12 di oggi mercoledì 25.

Come voi sapete venerdì 27 marzo è una data importante nella storia della nostra città di Imola. La tradizione vuole che Stefano Mangelli, un pio lombardo vissuto alla fine del Quattrocento, nel 1483 partisse da Cremona, diretto a piedi al santuario di Loreto per un pellegrinaggio. Egli stazionò a 3 km da Imola in un ostello. Era giovedì santo (che quell'anno cadeva il 27 marzo), nei suoi piani sarebbe dovuto arrivare a destinazione in tempo per la Pasqua. 


Prima di ripartire si fermò a recitare una preghiera davanti a un'immagine della Madonna, posta in un'edicola. In quel momento la Madonna gli apparve e gli parlò. Si presentò come “Immacolata Maria regina di vita eterna” e gli disse di presentarsi alle autorità imolesi per chiedere che in quel punto fosse costruito un santuario a lei dedicato. Poi fece fiorire un roseto, come prova della sua potenza. 

Si era in marzo: una fioritura fuori stagione. Mangelli portò i fiori di fronte alle autorità, che credettero ed esaudirono la richiesta della Vergine. Il Piratello è uno dei primi tre luoghi dove la Vergine ha annunciato di essere l'Immacolata Concezione. Avremmo tanto desiderato una venuta straordinaria della Madonna del Piratello, una Peregrinatio Mariae per le vie della città. Non ci è possibile per ora.

Il Papa però ci fa un dono che vogliamo accogliere di cuore:

Venerdì prossimo 27 marzo, alle ore 18, Papa Francesco presiederà un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota. Invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine il Papa ci darà la Benedizione Urbi et

Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria.

A questo proposito per l’emergenza sanitaria la Chiesa offre la possibilità per ammalati, operatori sanitari, ai famigliari e chi si prende cura dei malati, anche con la preghiera, di ottenere l’Indulgenza plenaria.

Lo ha stabilito un decreto straordinario pubblicato dalla Penitenzieria apostolica vaticana. Una nota, che accompagna il decreto, stabilisce anche che «per la gravità delle attuali circostanze» e «soprattutto nei luoghi maggiormente interessati dal contagio pandemico e fino a quando il fenomeno non rientrerà», ricorda la possibilità di impartire «l’assoluzione collettiva», cioè a più fedeli insieme, «senza la previa confessione individuale».

Per ottenere l’Indulgenza plenaria, spiega il Decreto, i malati di coronavirus, quanti sono sottoposti a regime di quarantena e gli operatori sanitari e i familiari che, si espongono al rischio di contagio per assistere chi è colpito dal Covid-19, potranno, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, unirsi spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, «per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé», con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.

La Beata Vergine Maria, Salute degli infermi e Aiuto dei cristiani, alla quale ho voluto rinnovare il gesto di affidamento della nostra Chiesa mediante la preghiera del Santo Rosario nella Solennità di San Giuseppe e nell’Atto di Consacrazione della Città di Lugo alla Madonna del Molino, voglia soccorrere l’umanità sofferente, respingendo da noi il male di questa pandemia e ottenendoci ogni bene necessario alla nostra salvezza e santificazione.

Vi benedico di cuore

+ Giovanni, vescovo

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