giovedì 16 aprile 2020

Coronavirus e mondo cane

Prima i cani, poi i bambini
di Angelo Ravaglia

Prima i bisognini (con passeggiatina) dei cani, poi i bisogni dei bambini.


A questo si è arrivati con il balletto delle circolari sulle passeggiate vicino a casa con i cani si e con i bambini no .

E’ il segno dei tempi all’epoca del corona virus, che ha reso evidente che i cani oggi hanno subito una mutazione genetica e culturale: non sono più animali, con le loro specifiche esigenze,ma sono riferimenti affettivi, un surrogato di rapporti che non si hanno con figli o nipoti, specialmente per gli anziani.

Di più, sono anche status symbol, come direbbero all’estero.

Da qui il dilagare del loro numero; da poco ammessi per legge persino nei condomini con inevitabili problemi di gestione in omaggio all’unica ideologia oggi dominante e trasversale: quella animalista, in chiave egoistica.

Se potessero, taluni li iscriverebbero nello stato di famiglia.

Altroché mondo cane... il cambiamento di paradigma è oggi evidente.

Certo, il mondo fa schifo, gli uomini e le donne anche, il morbo infuria: meglio il cane-peluche.

Angelo Ravaglia

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