martedì 28 aprile 2020

Coronavirus: l’italiano una vittima collaterale

Lockdown o quarantena ? 
di Angelo Ravaglia

La nostra politica è sempre prona all’anglomania dilagante.


Dopo ministero del Wellfare inaugurato dalla Lega, Renzi ci ha regalato jobs act e ora Conte, per fortuna ha scelto la parola d’ordine della proprio azione in italiano e non in inglese: “io resto a casa” e non “ stay home”.

La stampa ed in particolare la tv, invece, ha imposto il termine lockdown per darsi un’immagine di efficienza e modernità.

Del resto usa il termine fake news quando avevamo già uno spendido sinonimo, ossia bufale, forse ritenuto troppo ruspante o pecoreccio.

E pensare che noi italiani, avendo conoscenza storica con le epidemie, avevamo già il sinonimo quarantena o semplicemente isolamento o confinamento.

Cosa hanno da dire i Soloni della Crusca intenti a disquisire tempo fa sul neologismo petaloso ed indifferenti o impotenti nel capire che l’italiano perde (definitivamente) una parola al giorno?

I Francesi, come gli spagnoli, molto più attenti alla difesa della loro lingua, lo chiamano elegantemente confinement, ossia confinamento.

Communication all’epoca del coronavirus 


Appena avrà consultato gli stakeholders , se calerà il trend del covid -19 , il governatore metterà fine al lockdown e farà ritirare la task force mandata dal governo centrale per cercare i cluster del virus killer.

La dead line sarà il 3 maggio.

Semprechè i check up effettuati con il drive flou al garage del triage nell’ospedale siano ok ed i test del tracing e degli screening dei tamponi lo confermino.

Questa la road map

Altrimenti si rinnoverà l’appello per lo stay home e lo smart working mentre si prepareranno le app per ogni cittadino che non sappia rispettare il droplet.

Il premier Conte , dopo aver letto un report in Parlamento sulla situation, è corso a Bruxelles per ottenere dalla UE eurobond o recovery fund: whatever it takes!

Oh, yeah !

Tutti gli italians hanno capito!

Oggi, effetto collaterale della pandemia è l’anglomania, è l’italiano, la vittima più illustre grazie al dilagare degli anglismi di certa televisione (infotainment).

Angelo Ravaglia

PS... e citando il sommo Trilussa :

“ ...e la Crusca che fffàà? Se gratta….”


PS 2 ….So l’inglese ed il dialetto del mio paese

(a cura di edizioni “Parla come mangi” )

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