sabato 11 aprile 2020

Per una ricostruzione efficace ed efficiente

Riceviamo da Per La buona Politica e pubblichiamo

Attenuata l’emergenza sanitaria, si comincerà a ragionare, anche a livello locale, sui tempi della riapertura delle varie attività e, soprattutto, sulle condizioni in cui si troverà il sistema economico a quella data e quali misure saranno necessarie, da subito, per riattivarlo.


Prima di tutto, occorre procedere velocemente con lo spostamento delle scadenze che riguardano tariffe, tributi e affitti: tutti i termini vanno rimodulati alla luce di quanto sta accadendo, in particolare è necessario l’abbattimento della TARI per le imprese che hanno sospeso l’attività in applicazione delle direttive per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’aspetto essenziale, nel breve termine, è garantire equilibrio finanziario alle filiere.

Se i commercianti, gli artigiani, i professionisti, gli operatori economici vanno in crisi di liquidità, perché stanno chiusi almeno due mesi e sono costretti a non pagare i propri fornitori, si innesca un effetto domino che rischia di far saltare il sistema.

La liquidità può essere garantita dal sistema bancario, con adeguate garanzie pubbliche, attraverso prestiti senza interessi o a tassi bassissimi; in questo quadro però le Regioni e gli Enti Locali possono svolgere un importante ruolo di coordinamento tra le Associazioni di categoria e il sistema bancario, oltre a potenziare la dotazione dei consorzi fidi.

Serve poi un piano straordinario di attuazione di investimenti pubblici per riattivare il volano dell’economia e dei consumi anche a livello locale.

L’aspetto più critico, al di là degli importi che verranno messi a disposizione, saranno comunque i tempi coi quali questi interventi potranno concretizzarsi.

I Comuni devono ridurre tutti i vincoli burocratici legati alle competenze locali e attivare una forte mobilitazione politica e unitaria verso il Parlamento, per ottenere provvedimenti in deroga e un’azione per sburocratizzare il sistema a tutti i livelli.

Occorre inoltre riprogrammare gli eventi che sono stati forzatamente cancellati o sospesi , in modo da essere pronti nel momento in cui cesserà l’emergenza a ridefinire un calendario efficace.

Come Associazione Per la Buona Politica abbiamo già avuto occasione di comunicare che quando la casa brucia tutti devono collaborare a spegnere l’incendio; noi ci siamo, consapevolmente e responsabilmente, nell’emergenza e nell’indicazione delle cose da fare nella fase di ricostruzione; questo non significa che cambia il nostro collocamento nel quadro politico lughese, bensì che, in un momento difficile, vanno uniti gli sforzi, nell’interesse dei cittadini e della comunità.

Bruno Pelloni Presidente Associazione Per la Buona Politica

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