sabato 2 maggio 2020

Acconciatori e centri estetici

La richiesta di riaprirli

CNA E CONFARTIGIANATO EMILIA ROMAGNA ottengono il sostegno e la condivisione della Regione per la riapertura di acconciatori e centri estetici.
Le Associazioni hanno messo a punto un sistema di regole che potranno consentire a Governo e Regioni di dare il via libera al comparto della cura alla persona duramente provato dalla chiusura prolungata.

Bologna, 30 aprile 2020. CNA Emilia Romagna e Confartigianato Emilia-Romagna in campo per difendere il settore della cura della persona, costretto a un ulteriore mese di chiusura.

Il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, sin dalle prime fasi della pandemia, ha compreso e condiviso le priorità dettate dall’emergenza sanitaria, rispondendo con spirito di servizio e con grande sacrificio alle decisioni prese dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna per contenere l’emergenza.

Con lo stesso spirito, i vertici delle due Associazioni questa mattina hanno incontrato in videoconferenza l’Assessore regionale allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Vincenzo Colla a cui hanno consegnato un elaborato contenente le linee guida per il protocollo sicurezza del settore benessere condiviso da CNA, Confartigianato, CGIL, CISL, UIL dell’Emilia-Romagna e i consigli di buone prassi elaborati dai dirigenti imprenditori.

Un vero e proprio “manuale” per la ripartenza del settore, un testo che si prefigge l’obiettivo definire le regole necessarie per anticipare l’apertura di acconciatori e centri estetici.

Regole che garantiscono la massima sicurezza di clienti e lavoratori che da oggi sono sul tavolo della Regione impegnandola a farsene portavoce con il Governo per scongiurare la morte di migliaia di imprese, con conseguenze occupazionali ed economiche drammatiche, che non possono reggere un ulteriore mese di inattività.

Il “peso” del comparto benessere. Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti in Italia, partecipa in maniera determinante all’economia del Paese, oltre a essere essenziale per garantire il benessere, la cura della persona, e quindi la dignità della popolazione. Il comparto conta, in Emilia Romagna, 12 mila imprese (di cui quasi il 90% artigiane) che danno lavoro a oltre 23 mila addetti.

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento