lunedì 4 maggio 2020

Fellini a Lugo

Il passaggio avvenne il 3 maggio 1973
di Angelo Ravaglia



Federico Fellini venne a Lugo ospite della galleria-corniceria di Otello Prati, attore e cantante dialettale che aveva già avuto un ruolo nel Borgo rosso di Alberto Sordi girato nella nostra città qualche anno prima.


Attorno al suo atelier ruotavano personaggi vari come pittori, aspiranti artisti , attori disoccupati, studenti fuori corso: un vivaio di potenziali comparse convocato per l’occasione: il nuovo film Amarcord, ambientato in Romagna.

Fellini ne scelse due, Esther Ricci Bitti e lo stesso Prati.

La prima era una vistosa e florida parrucchiera a tempo perso, perfetta per il ruolo della maitresse della casa di tolleranza. 

Nel film, ogni quindici giorni saliva in carrozza e portava a spasso per il borgo “le signorine” per farle conoscere ai futuri clienti.

Restò a Cinecittà, qualche giorno e tornata a casa si vantava con le amiche ”sono stata a Roma, ho lavorato con Federico” dando per scontato che a Lugo tutti capissero chi era costui. Si era romanizzata.

Otello fu scelto per la voce e venne convocato per il doppiaggio. Una delle battute più importanti nella scena del passaggio del Rex nella parte di uno degli spettatori “ E’ grande due volte il Grand hotel più il Duomo!”

Raccontava Prati.

“L’appuntamento era per le otto del mattino nei pressi di piazza di Spagna. Viaggiai tutta la notte in treno. Arrivai puntualissimo, ma Fellini era già li ad aspettarmi. Fu molto gentile e, alla fine della mattinata, si premurò che fossi pagato subito.” 

L ‘intervista-testimonianza è pubblicata sulla famosa Malalingua, storico giornale dei Verdi nel numero di primavera 1983, corredato di una bella foto di Prati con Fellini scattata nella sua galleria di quadri.

Angelo Ravaglia

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