lunedì 4 maggio 2020

I limiti delle lezioni on line

Inaccettabili in un paese democratico



Interessante l'indagine fatta dal Corriere Romagna nelle nostre scuole.

Nelle Primarie sono poche le classi dove si fanno lezioni via web con gli insegnanti collegati.

I bambini sono piccoli. Impossibile farli stare quattro ore davanti ad un monitor ad ascoltare le maestre e l'auito dei genitori, pochissimi i disponibili per quattro  ore, diventa fondamentale.

In realtà sono tantissime le maestre (ovviamente pagate) che si possono limitare a fornire ai genitori solo materiale cartaceo, schede, compiti da far eseguire ai loro allievi; rarissime le video lezioni

Alcuni dicono solo ora che inizieranno presto, altre scuole si comportano a macchia di leopardo, un pò più frequenti le classi quarte e quinte.

Se le video lezioni sono difficili alle elementari figurarsi nelle scuole dell'infanzia.

La situazione si complica ulteriormente per il passaggio dagli asili alle elementari e dalle elementari alle medie.

Si tratta per loro di una doppia perdita, a settembre non vedranno più i loro compagni e i loro insegnanti, concluderanno un ciclo senza una vera e propria chiusura.

Diventa necessario per gli asili che a fine anno ci sia un contatto diretto con la consegna di una cartellina con le esperienze condivise come bagaglio-augurio da portare con sè per l'ingresso alla scuola primaria. Questa è una pratica consueta a fine anno ed ora più che mai acquisterebbe una valenza fondamentale o questo mancherà a lungo per questi bimbi.

E in questa certificata grave situazione la Ministra pensa di riaprire a settembre con metà classe a casa per la metà dei giorni di scuola.   

Credo che la Costituzione affermi che a tutti debbano essere date le stesse opportunità, che nessuno, nemmeno uno, dice la Politica con la P maiuscola, debba essere lasciato indietro.

Arrigo Antonellini

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