lunedì 4 maggio 2020

In Finlandia all'aperto!?

Ma la Ministra alla PI la conosce la geografia?



Perchè all'estero le scuole sono aperte e da noi, che abbiamo avuto il virus per primi dopo la Cina, sono ancora chiuse?


"Ma per forza in Finlandia sono abituati ad andare a scuola all'aperto" !


Ma se lo fanno loro a Zero gradi perchè noi noi? Ah già loro abituati, temprati, noi no. Ha usato proprio termine "abitudine". Ma non ha idea di quante cose non eravamo abituati prima del mostro, questa abitudine di fare scuola all'aperto da maggio ad ottobre non si può cambiare?

E ancora: "A settembre si torna a scuola certo, metà classe, l'altra metà a casa, a scuola on line".


Ma che geniata!

Ci ha messo settimane a pensare alla scuola on line quando ad esempio a Lugo si erano già organizzati da soli, ora se n'è innamorata.

Classica soluzione della mediazione, del compromesso, le categorie mentale dei politici, tutto, niente? Beh facciamo così, facciamo a metà! 

Milioni di bimbi, ragazzi a casa da soli, con i due genitori al lavoro?

Ma lo sa quanti sono quelli che la scuola on line non l'hanno, non se la possono permettere, quanti sono i bambini che a casa vivono situazioni difficili, complesse. 

"Chi parla di doppi turni mente" rincara la Ministra.

Già lei è troppo giovane per sapere che i doppi turni li abbiamo fatti tutti e senza problemi, quando negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta le scuole erano da ricostruire.

Ci ha pensato che una mezza giornata a scuola dei bambini, di tutti i bambini solleva tutte le famiglie?

Ci a pensato che a settembre e forse anche ad ottobre si può andare ancora a scuola all'aperto?

Non ci sono abbastanza insegnanti? 

Ma non sono anni che in tantissimi chiedono di avere spazio nelle scuole, tantissimi cui dare incarichi temporanei in attesa del ritorno alla normalità.

L'altra chicca, "Non ci saranno molti problemi perchè c'è il calo delle nascite".

All'improvviso a settembre avremo il quaranta per cento di studenti in meno e magari i bimbi che arriveranno dall'Africa li rispediamo tutti a casa loro.

Arrigo Antonellini 

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