mercoledì 20 maggio 2020

Le imprese alla prova della ripartenza

Intervista al Presidente della CNA Provinciale di Ravenna, Pierpaolo Burioli

I
D: Presidente, come valuta la CNA le misure messe in campo dal Decreto Rilancio?

È prematuro fare valutazioni senza il testo definitivo; in ogni caso, dalle bozze viste, si può dire che la direzione intrapresa è quella giusta, sono le risorse ad essere inadeguate. Una cifra comunque importante anche se del tutto insufficiente a risolvere i tanti problemi tuttora in campo. In particolare vorrei segnalare i contributi a fondo perduto per le piccole imprese, l’estensione del credito di imposta sugli affitti, il taglio dell’IRAP e delle bollette, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, l’ecobonus al 110% e la cancellazione delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA. 


Se gli impegni si trasformeranno in atti concreti trasferendo subito le risorse stanziate ai beneficiari, soprattutto alle microimprese, che non possono usufruire della cancellazione del versamento IRAP, ed ai settori del turismo e dei trasporti in particolare, le cui prospettive per i prossimi mesi si presentano assai incerte. Temo però che le buone intenzioni vengano bloccate dalla burocrazia, mentre occorrerebbe, una volta per tutte, adottare strutturalmente procedure semplici ed immediate.

D: Dal 18 maggio siamo entrati a tutti gli effetti nella cosiddetta “Fase Due” con la riapertura della maggior parte delle attività economiche. Cosa vi aspettate da questa seconda fase?

Auspichiamo che la riapertura delle attività possa procedere spedita e senza intralci, consapevoli che dovremo vigilare attentamente per garantire quell’equilibrio indispensabile tra le due emergenze oggi in corso, sanitaria e economica. In buona sostanza riaprire tutte le attività economiche mantenendo sotto controllo la curva dei contagi. Siamo sorpresi che, tra le imprese che possono ripartire il 18 maggio, manchino gli stabilimenti balneari: la loro riapertura era stata annunciata in questi termini, mentre ora la vediamo rinviata al 25 maggio! Inoltre ci aspettiamo che venga corretta la “svista” sulla non possibilità del consumo sul posto per gli artigiani del settore alimentare.

La fase due si è aperta con una buona notizia diffusa dall’Inail nella quale si chiarisce esplicitamente che l’infortunio sul lavoro per Covid-19 non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale e/o in sede civile nei confronti dell’impresa. Come CNA riteniamo però necessario che l’indicazione dell’Inail venga definitivamente confermata da uno specifico intervento legislativo, così da poter prevenire possibili derive interpretative e porre definitivamente fine all’incertezza giuridica che grava sui datori di lavoro.

D: Sappiamo che ciò che più serve alle imprese in questo momento è liquidità, indispensabile per realizzare gli interventi necessari alla ripartenza. Cosa è stato fatto per le PMI?
In questa fase diventa cruciale il ruolo del credito per le imprese. Se in linea generale possiamo affermare che siano state messe in campo misure significative per supportare le piccole imprese, è altresì fondamentale imprimere un’accelerazione affinché il tessuto imprenditoriale possa beneficiare di quanto previsto in tempi certi e rapidi.

Mi riferisco all’accesso al credito, dove abbiamo constatato che al di là dei proclami e delle dichiarazioni di intenti, troppi sono stati i ritardi e gli intoppi, dovuti a confusione generata da una pluralità di adempimenti accessori e di modulistica ridondante e superflua, con comportamenti spesso censurabili di vari Istituti di

Credito. In alcuni casi, purtroppo, abbiamo riscontrato anche la strumentale richiesta di garanzie aggiuntive, in situazioni per le quali non erano previste.

CNA chiede di recuperare con maggior determinazione il ruolo dei Consorzi Fidi e integrare così le garanzie pubbliche anche per facilitare la relazione con il mondo bancario, e contribuire a sostenere direttamente le esigenze di credito delle imprese.

A tale proposito, si segnala che sono in arrivo ulteriori risorse da parte del sistema delle Camere di Commercio: la CCIAA di Ravenna ha stanziato 1.000.000 di euro da destinare al Fondo Regionale per l’emergenza Coronavirus. La CNA di Ravenna sta chiedendo ai Sindaci dei Comuni della nostra Provincia risorse da aggiungere a quelle già previste per soddisfare ulteriori necessità di accesso al credito per le nostre imprese.

Ribadiamo che, in questa fase, uno degli obiettivi primari non può che essere quello di mettere a disposizione di tutti gli operatori economici la liquidità necessaria a far fronte alle spese correnti che devono essere onorate per non far collassare l’intero sistema produttivo.

D: Come agire, quindi, affinché la ripartenza sia rapida, efficace e duratura?

Oggi occorre già pensare alla cosiddetta fase 3, in particolare alle misure strutturali che dovranno garantire nei prossimi anni una crescita più robusta del Paese, abbondantemente al di sopra dello 0 virgola che ha caratterizzato gli anni più recenti. Questa fase dovrà essere caratterizzata, principalmente, dall’eliminazione di quella burocrazia, tipicamente italica, che blocca l’economia e che rappresenta un costo indiretto troppo elevato. Poi occorre accelerare sulla riapertura diffusa dei cantieri, soprattutto di piccola dimensione, perché la ripresa per essere veloce dovrà partire dal livello locale. 


C’è tanto da fare soprattutto sul versante della messa in sicurezza del territorio, per la riorganizzazione del sistema scolastico e della sanità, per la riqualificazione e rigenerazione degli spazi urbani. La ripartenza dell’artigianato e delle PMI dovrà essere accompagnata da politiche mirate di stimolo ai consumi che accompagnino la ripresa del mercato, anche in questo caso snellendo le procedure burocratiche per l’accesso all’ecobonus e rilanciando concretamente i progetti territoriali di sviluppo green, che stanno languendo da troppo tempo.

Ghetti Beatrice
Ufficio Comunicazione Sviluppo e Marketing
E-mail: bghetti@ra.cna.
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