sabato 9 maggio 2020

Lettera aperta alla cittadinanza

Contributo del Comune a foto sui bordelli
di Grazia Massarenti e Roberta Bravi



Il Comune di Lugo ha previsto di elargire € 8.000 a titolo di contributo per la realizzazione di una mostra fotografica che prevede l’esposizione di immagini dei cosiddetti bordelli esistenti a Lugo all’epoca fascista (http://albopretorio.comune.lugo.ra.it/).





Nella delibera si descrive l’iniziativa come una mostra fotografica “consistente in una serie di ritratti realizzati all’interno delle Case di Tolleranza che esistevano a Lugo fino al 1958” e ne richiamano le presunte finalità definendola uno “spaccato della società lughese” e uno “strumento di valorizzazione della cultura del nostro territorio”.

Orbene, senza mettere in discussione la professionalità e la competenza del fotografo, è parere di chi scrive che sia a dir poco degradante sostenere che una mostra di ritratti realizzati all’interno di un contesto sociale discriminatorio, offensivo e soprattutto di sfruttamento dell’essere umano, come erano le Case di Tolleranza, possa rappresentare uno “spaccato ed una valorizzazione della cultura della società lughese e del suo territorio”. 

Appare evidente invece come non sia stato preso minimamente in considerazione l’impatto che tale mostra possa avere in ambito sociale.

Ricordiamo come tutt’oggi la lotta contra la violenza e la discriminazione di genere a danno del sesso femminile stia tentando prima di tutto di sradicare dal comune pensiero quell’immagine di oggetto sessuale e di inferiorità con cui la donna per troppo tempo è stata considerata ed etichettata.

Per la promozione delle pari opportunità e il contrasto alla violenza contro le donne è anche attivo il Tavolo Regionale Permanente per le Politiche di Genere il quale pone in essere iniziative e linee guida ad ampio raggio, includendo la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi di genere, tutelando l’immagine della donna e la sua dignità.

Ricordiamo poi che prima della Legge Merlin, le donne furono le schiave del sesso a pagamento. Parità di genere? Neanche a parlarne. Donne schedate e segnalate come prostitute sui certificati. Il “casino” era infatti uno strumento di controllo sociale e di soggezione della donna all’uomo. La Merlin, con la sua proposta poi diventata legge nel 1958, non intendeva abolire la prostituzione, voleva qualcosa di più: liberare le donne da quella prigione che era la prostituzione.

Ciò posto, un ulteriore problema emerge e non può essere trascurato da parte di chi scrive, ma soprattutto da parte di chi è chiamato ad amministrare il bene pubblico e la finanza pubblica. 

Alla luce dell’evidente situazione di emergenza in cui versa l’Italia (e di cui il Comune di Lugo non è esente), considerati gli enormi sforzi economici cui tutti i cittadini sono chiamati; le numerose richieste di beneficenza da privati a favore dell’Ospedale di Lugo per fronteggiare l’emergenza sanitaria; la necessità di indirizzare in maniera ancor più oculata il denaro pubblico per affrontare le fasi di ripartenza economica post emergenza Covid-19; le numerose difficoltà finanziarie lamentate dai lavoratori in cassa integrazione, dagli artigiani e dalle piccole attività commerciali la cui attività ancora risulta sospesa, nonché dalle aziende sui cui gravano grosse responsabilità e a cui non vengono ancora concessi supporti economici, è parere di chi scrive che la decisione di finanziare una mostra di siffatta natura sia quanto mai fuori luogo.

Si ritiene non giustificabile un impegno sul Bilancio 2020/2022 per euro 8.000,00 da destinare a una mostra fotografica che potrebbe ben essere destinata a supportare le famiglie e le attività locali in difficoltà, finanziare aiuti concessi sotto forma di esenzione a tributi comunali, o in qualsiasi altra modalità a supporto per l’uscita dall’emergenza sanitaria, condizione decisamente prioritaria rispetto ad altri obiettivi pubblici.

In un periodo come questo in cui le donne sono chiuse in casa anche con mariti o compagni violenti, in cui le associazioni per le donne lavorano alacremente per il sostegno e la lotta alla violenza di genere, ci uniamo a tutti coloro che quotidianamente lottano per sradicare i pregiudizi, le discriminazioni e si battono per la tutela della dignità umana.

Poiché si può ritenere che il ricco archivio Guerra contenga testimonianze della condizione e del lavoro femminile negli anni passati nel territorio lughese, suggeriremmo all'Amministrazione di fare allestire una Mostra i cui contenuti mettano in risalto il ruolo della donna nel lavoro, nella vita familiare e nella società.

Grazia Massarenti – Vice presidente, Associazione civica Per la Buona Politica
Roberta Bravi – Capogruppo Consiglio Comunale Lugo, Per la Buona Politica

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