giovedì 21 maggio 2020

Per la ripartenza promuovere il turismo sostenibile

Le proposte dei Verdi per superare l’attuale modello consumistico di turismo 
di Silvia Zamboni e Paolo Galletti 



Condividiamo largamente quanto fatto fino ad oggi dalla Giunta regionale per contenere la virulenza dell’epidemia Covid19, e tutte le azioni messe in atto per ridurre i rischi di contagio e di collasso del sistema sanitario e per contrastare le conseguenze sul sistema economico-sociale.
Restano purtroppo da approfondire le cause all’origine del pesante fardello dei decessi.

Nell’attuale passaggio alla cosiddetta fase 2 del graduale ritorno in sicurezza alle quotidiane attività pre-emergenza occorre mantenere senso di responsabilità a causa della forzata convivenza col virus, che non è ancora stato completamente sconfitto.

Contiamo che anche il nostro sistema turistico, tra i più duramente colpiti dalla fase 1 dell’emergenza, si metterà e verrà messo in condizioni di fare questo passo, pronto ad autoregolarsi per la sicurezza sia degli operatori sia dei clienti. Affinché questo avvenga, saranno inevitabili grandi cambiamenti nelle attività e anche nelle abitudini di ognuno di noi.

Cambiamenti che riguardano in primis il rispetto delle distanze interpersonali, l’uso di dispositivi e sistemi protettivi, l’osservanza dei protocolli di sicurezza che andranno predisposti di concerto tra operatori del settore e autorità sanitarie a tutela di lavoratori e clienti, modifiche nelle relazioni interpersonali, sul lavoro e negli spostamenti. Questi cambiamenti, a cui tutti dovremo adeguarci se non vogliamo rischiare scenari peggiori e di ricadere nel ritorno della pandemia, creeranno difficoltà gestionali per tutti ed avranno sicuramente pesanti conseguenze (incalcolabili al momento!) per i bilanci delle aziende coinvolte, che rischiano di subire gravissime ripercussioni in mancanza dello stanziamento, da subito, di aiuti economici e finanziari adeguati.

Gli aiuti economici e finanziari al settore turistico sono quindi un fattore cruciale per la ripresa delle attività di questo settore.

Come Europa Verde chiediamo che diventino anche occasione per indirizzare strutturalmente il turismo verso la sostenibilità, al fine di trasformare questa stagione di cambiamenti in una grande opportunità di orientare la ripresa delle attività in maniera da porre le basi di un altro modello di turismo. A partire dalla costa romagnola, allocando prioritariamente - tramite bandi specifici - i succitati aiuti a favore di chi è disponibile ad un riposizionamento vero, dove la quantità, i numeri iperbolici, gli spazi pieni e congestionati si trasformino in qualità degli stili di vita: sostenibilità ambientale, qualità e tutela dell’ambiente naturale, benessere psicofisico della persona devono diventare temi imprescindibili dell’offerta degli operatori turistici di domani. Pensiamo, ad esempio, all'attenzione da rivolgere all'avifauna che, approfittando dell'assenza umana, ha nidificato su molti arenili. Nel ripristino delle spiagge occorrerà quindi seguire le indicazioni di ISPRA per evitare di danneggiare questo prezioso ritorno di biodiversità.

Per scongiurare il ritorno della congestione e dell'inquinamento, anche la mobilità va interamente ripensata, promuovendo i mezzi elettrici, l’uso massiccio della bicicletta e dei mezzi di trasporto pubblici su gomma su ferro, che dovranno essere frequenti, confortevoli e adeguati a mantenere le distanze interpersonali, se vogliamo impedire che, per motivi di isolamento interpersonale, i turisti ricorrano esclusivamente all’uso dell’auto privata.

Serve un’offerta turistica nuova. Dunque: più spazi negli hotel, sulle spiagge, nei ristoranti, nei locali aperti al pubblico, nelle città d’arte; più qualità ambientale, più verde, più aree pedonali e ciclabili, più sport, più cultura, più qualità dell'acqua del mare, più energia verde (che è l’obiettivo del progetto di Europa Verde di una Riviera Adriatica Eolico-Solare), maggiore produzione di prodotti biologici locali, per un turismo veramente integrato tra costa ed entroterra all’insegna della salute, del benessere, in un’area che dovrà restare un modello di accoglienza, del sorriso e del divertimento, intriso della Cultura Romagnola e della tradizione marinara, quale è da sempre.

Oltre al turismo sulla costa adriatica, seguendo obiettivi analoghi di sostenibilità vanno ripensati anche i non meno importanti modelli di turismo delle città d'arte, dei borghi dell'Appennino, dell'agriturismo, del turismo naturalistico dei parchi e delle aree protette, del turismo termale. In questi ambiti la sostenibilità può e deve diventare la norma con progetti mirati alla tutela e valorizzazione della bellezza del paesaggio e dell'arte, della cultura e dei prodotti del territorio.

La pandemia ha distolto l’attenzione da tutti i gravissimi problemi climatici e ambientali proprio nel momento in cui stavano diventando una priorità globale anche presso l’opinione pubblica. E’ quindi essenziale che le misure da adottare per la ripartenza del sistema economico regionale tengano conto di tutto ciò e che si prenda la strada giusta della conversione ecologica, senza “scorciatoie”, perché il rischio è quello di uscire da una crisi per entrare in una ancora più grave: quella dell’emergenza climatica irreversibile, in cui gli eventi meteo-climatici diventino incontrollabili, con ripercussioni per la salute e l’economia non meno gravi della pandemia Covid 19.

Per questo, promuovere il turismo sostenibile più che un’opzione è diventata una necessità strategica.

Silvia Zamboni e Paolo Galletti
co-portavoce Federazione Verdi Emilia-Romagna



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