venerdì 15 maggio 2020

Si lavora per i centri estivi

Si dovranno fare cambiamenti rispetto al passato
di Arrigo Antonellini


Soprattutto il numero degli educatori perchè pochi bambini, ragazzi, per ciascuno di loro e quindi ne servono tanti di più.

A Faenza la coooperativa Kaleidos sta già raccogliendo le iscrizioni, già definito il dove, Casa Kaleidos, Sal Maglorio in collina e il Mulino Scodellini a Caste Bolognese.

Don Andrea Bonazzi, parroco di Mezzano pensa di posticipare il Grest ad Agosto. 

L'Associazione Aruna-Arte Uomo Natura si sta organizzando per realizzare il centro estivo tenendo i bambini dai 6 ai 12 anni in sicurezza. L'idea è quella di realizzare delle settimane residenziali con massimo 20 partecipanti per volta con ingressi scaglionati il lunedì mattina ed i bambini resterebbero con noi fino al sabato mattina prendendo parte ad attività strutturate.

Poi c'è anche chi, come alcuni sindaci del bolognese, sta pensando di usare i grandi spazi delle colonie abbandonate sulla nostra costa. 

A Ravenna il Comune coprirà il 35% delle rette che pagheranno le famiglie.

Ma anche i nidi, Fortunata Franchi, titolare del nido "Crescere insieme" di Ravenna è la portavoce dei nidi privati e privati convenzionati della città. dice: "Siamo ottimisti sulla possibilità di poter riaprire, siamo consapevoli delle difficoltà, ma non possiamo tirarci indietro: bambini e famiglie hanno bisogno di noi, quanto noi di loro".

Già, le difficoltà, i cambiamenti, doversi organizzare in modo diverso, soprattutto trovare tanti educatori in più per i CRE, tre-quattro volte di più, ma la motivazione è che le famiglie, soprattutto i bambini dopo tanto "patire", chiamano, hanno bisogno.

Arrigo Antonellini  

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