martedì 23 giugno 2020

Quanti "anni" sono che Piazza Savonarola è chiusa?

Requiem per l'acciottolato

A quanto pare, finalmente, riprenderanno i lavori di risistemazione di piazza Savonarola.

Dopo diversi annunci speriamo che questa volta ciò avvenga veramente e la piazza esca dall’attuale condizione di abbandono e di sosta “selvaggia”.

Il progetto contiene alcuni elementi positivi, come il mantenimento di sette alberi dei nove esistenti e la creazione di un prato verde al centro, risultati questi ottenuti anche grazie al confronto con l’Amministrazione Comunale.

Abbastanza improbabili saranno, invece, i nebulizzatori che creeranno una nebbiolina anche nei mesi autunnali e invernali per richiamare una caratteristica del territorio, come se il grigiore del clima padano non fosse sufficiente.

Soprattutto più grave, sarà l’eliminazione dello storico acciottolato dalla sede stradale in cui si trova attualmente per essere riutilizzato, soltanto in piccola parte, per creare delle ellissi attorno agli alberi e una stretta fascia lungo gli edifici.

Questi ciottoli rappresentano una caratteristica tipica del luogo, esprimono la sua identità e sono un elemento di stratificazione della memoria.

Se l’intervento dell’Amministrazione comunale ha come finalità quello di restituire alla cittadinanza questa piazza, a maggior ragione dovrebbe conservare quegli elementi tradizionali che hanno un valore storico, culturale, simbolico e che consentono ai residenti e ai cittadini tutti di provare un senso di appartenenza al luogo in cui vivono e non di estraneità, di distacco e alienazione.

Forse i nostri Amministratori provano verso i ciottoli lo stesso senso di nausea di Antoine Roquentin, il protagonista del romanzo “La nausea” di J. P. Sartre che, dopo aver raccolto da terra un ciottolo “piatto, asciutto da una parte, umido e fangoso dall’altra”, prova “una specie di nausea dolciastra. (…). E proveniva dal ciottolo, ne sono sicuro, passava dal ciottolo nelle mie mani” e lo lascia cadere con disgusto.

Addio ai ciottoli che verranno gettati via o destinati, quei pochi fortunati, a diventare aiuole attorno agli alberi invece che continuare a sostenere i passi delle persone.

Enrico Proni


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