lunedì 8 giugno 2020

Sulle assenze del Sindaco Ranalli

Così Roberta Bravi capogruppo La buona Politica


In merito alla risposta fornita dal Sindaco Ranalli non ci possiamo ritenere soddisfatti in quanto la risposta, purtroppo, costituisce una NON-RISPOSTA.


Con rammarico dobbiamo constatare che lo scritto che ci è pervenuto contiene risposte a domande che nessuno ha posto, solitamente viene fatto per non rispondere nel merito delle questioni sollevate ma vogliamo sperare non sia questo il caso.

Ricordiamo infatti che lo stesso Ranalli, in merito ai fatti in argomento, ha pubblicamente dichiarato: "Vogliono indebolire la mia figura, c'è anche un pezzo del PD/qualcuno che "soffre" la mia coerenza. Dietro a tutto questo c'è un suggeritore". "Ora servirà un percorso per recuperare questo strappo, ma non devo essere il solo a volerlo. Non ho e non voglio nessuna delega finché non ci saranno le condizioni per un riavvicinamento".

Nonostante la bucolica rappresentazione fornita dal Sindaco nella sua risposta – in cui dice che “Già a all’inizio del mese di marzo 2020, con il primo caso di contagio da Coronavirus in Provincia di Ravenna verificatosi a Lugo, è ripresa un’attività di forte concertazione tra i sindaci della Giunta dell’Unione, per fronteggiare gli effetti della pandemia” – evidenziamo che, ancora oggi, ci risulta che il Sindaco di Lugo (a differenza dei suoi colleghi) non eserciti alcuna delega formale. Dobbiamo quindi pensare che la “forte concertazione tra i sindaci della Giunta dell’Unione” a cui si riferisce il Sindaco Ranalli sia esclusivamente tra gli altri 8 Sindaci? Il dubbio viene.

Questa circostanza, per il peso che Lugo ha all’interno dell’Unione, non può essere accettata e non deve proseguire oltre, tanto più che lo stesso Ranalli, nella sua risposta-non-risposta, riconosce il “ruolo cruciale del Comune di Lugo” – aggiungiamo noi: per il territorio della Bassa Romagna, certamente.

Dal punto di vista politico questi fatti sono e restano molto gravi, dal momento che, dal giorno delle sue dimissioni, si sono contate 11 assenze (senza contare la scarsissima partecipazione anche ai Consigli della stessa Unione – e questo anche durante la fase dell’emergenza sanitaria: quando, appunto, la coesione e la concertazione tra i vari territori dell’Unione era ancora più necessaria ed impellente - non soltanto tra i Sindaci ma anche con le varie espressioni politiche in campo).

Tra le altre cose, la stessa risposta pervenutaci fa sorgere dubbi su una possibile scarsa capacità di lavorare in squadra da parte del Ranalli, laddove – leggiamo - pare arrogarsi il merito di aver “trasformato l’Ospedale Umberto I in Covid-Hospital, facendolo diventare polo sanitario strategico e riferimento per l’ambito romagnolo durante l’emergenza” in quanto – da come si legge – la Prefettura e l’Azienda Sanitaria Locale avrebbero “accolto la richiesta del territorio” per questa trasformazione. 

Quindi dobbiamo dedurre che in tutta questa attività sulla conversione dell’Ospedale di Lugo il Sindaco con delega alle politiche sanitarie e referente per l’Unione, Luca Piovaccari, non c’entri nulla? Il “merito” di ciò sarebbe esclusivamente del Comune di Lugo e quindi del Sindaco Ranalli? Dobbiamo pertanto evincere che la delega sanitaria sarà attribuita a lui e tolta/rinunciata da Piovaccari? A tal proposito ricordiamo che la scelta di individuare l’Ospedale di Lugo come uno dei due Covid-Hospital della Romagna è stata dell’Assessore regionale Donini, coadiuvato dal commissario ad acta Sergio Venturi. 

Ricordiamo anche che lo stesso Sindaco Ranalli aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche sostenendo egli stesso la necessità di mantenere l’Ospedale Umberto I° funzionale come prima dell’emergenza. Quindi, delle due l’una: o ha chiesto lui che l’Ospedale di Lugo si trasformasse in Covid-Hospital, con tutti i trasferimenti del caso, oppure è colui che, a tutela degli interessi dei cittadini lughesi e dell’intero bacino di utenza dell’ospedale, ha accettato la scelta provenuta dalla Regione ma alla condizione che poi l’ospedale tornasse operativo come prima.

In merito all’ultima dichiarazione presente in risposta, sempre non richiesta, con cui dichiarerebbe che “il Comune di Lugo vede ancora il ruolo di protagonista, che da riferimento territoriale qual è, si è fatto carico di esplorare le strade di possibile sostegno alle imprese e ai cittadini…”, cosa dovremmo quindi evincere? Che Lugo sia un grande punto di riferimento nel cuore della Bassa Romagna lo sappiamo molto bene tutti, è esattamente quanto affermato nella nostra interpellanza, in cui si dà ampia importanza al ruolo del nostro Comune – come abbiamo già detto: “Il comune di Lugo ospita diversi uffici dell'Unione e non può certamente esimersi dal partecipare alle politiche che la Giunta dell’Unione è chiamata a definire, ad approntare e ad eseguire nell'interesse dei suoi oltre 103.000 abitanti.” – e dove si ribadisce che nessun cittadino lughese merita di essere escluso dalle politiche dell’Unione, la quale detiene praticamente tutte le funzioni fondamentali dell’Ente Locale. Quindi il Sindaco cosa ci voleva dire con questo inciso? Sono in arrivo deleghe al Sindaco di Lugo?

Infine, laddove scrive che “il breve momento politico a cui fa riferimento l’interpellanza lo si può ben considerare ampiamente superato e concluso…”, mi perdoni, non abbiamo certamente voglia di fare polemica ma l’interpellanza è stata depositata il 13 febbraio, la Sua risposta è del 29 maggio: risponde dopo 3 mesi e mezzo e dice che il “periodo a cui si fa riferimento è ampiamente concluso”? Per fortuna! Resta però il fatto che, ad oggi, non ci risultano deleghe in Suo possesso.

In applicazione del principio – fondamentale per l’azione amministrativa – del buon andamento dell’Amministrazione Pubblica, l’Unione dei Comuni è ente ad esso funzionale, in quanto strumento idoneo a garantire una gestione più efficace, efficiente ed economica del bene pubblico, rientrando esso «tra i poteri che la Costituzione riserva allo Stato in punto di coordinamento della finanza pubblica»

Ciò che avevamo chiesto e di cui invece non leggiamo risposta è una rassicurazione circa la Sua presenza alle riunioni di Giunta e Consiglio dell’Unione, indipendentemente dalle modalità in cui si svolgono (in videoconferenza o in presenza fisica). É questo che avremmo voluto sentire e leggere: sono in arrivo deleghe, sì o no?

In merito, invece, alle dichiarazioni su ipotetici complotti a suo discapito all’interno del Suo partito: molto onestamente, se da parte del Sindaco di Lugo c’è qualche risentimento all’interno del suo partito politico, lo invitiamo a metterlo da parte e ad accettare di lavorare insieme agli altri Sindaci della Bassa Romagna, in squadra, senza rivalità e personalismi, accettando anche che a guidare la squadra dell’Unione sia qualcuno che ha spiccate capacità di team leading, come la Presidente Proni.

Quando ci si mette al servizio della comunità, l’interesse collettivo viene prima dell’interesse personale e se non c’è sinergia tra Sindaci appartenenti ad uno stesso partito come possiamo sperare vi siano sinergie con le altre formazioni politiche?

Grazie.

Il capogruppo consiliare Per la Buona Politica Roberta BRAVI


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