venerdì 3 luglio 2020

Porgere l’altra guancia non sempre paga

Di Roberto Drei
Sarà stato l’effetto del lock down, forse unito alla recente nomina di Davide Ranalli quale responsabile nazionale dei piccoli comuni governati dal Pd, ma sta di fatto che dopo mesi di perdurante silenzio, il primo cittadino di Lugo è intervenuto sul tema delle scritte notturne anti Salvini che nel mese di maggio dell’anno scorso deturparono molti edifici pubblici del centro storico.

Non solo ma da par suo, lo ha fatto in grande stile, scrivendo al segretario nazionale della Lega per condannare il gesto vandalico e per sottolineare come la comunità lughese sia aperta al confronto e tollerante.

Avrebbe anche potuto aggiungere “caro Matteo troviamoci uno di questi giorni al Papeete, per berci una cosa insieme” e nessuno si sarebbe stupito.

Purtroppo per i lughesi, al termine della legislatura mancano ancora quattro anni!

Una mossa che ci dice, cosa oramai nota anche a molti nel suo partito, che Ranalli ha la testa rivolta altrove, alle scelte che lo attendono al termine di questo secondo e (heuresement, come direbbero i francesi) ultimo mandato da sindaco.

Quel futuro che il suo mentore e sponsor gli ha probabilmente già prospettato e che, come si vocifera, non dovrebbe avere una dimensione locale. 

Ci si lamenta che il sindaco svolga un’azione di costante provocazione nei confronti dei gruppi e dei consiglieri comunali di minoranza.

Un lasso di tempo enorme dove i problemi della nostra comunità crescono, il corona virus e tutto ciò che si è portato dietro ne sono un drammatico esempio, e dove chi ci amministra porta rilevanti responsabilità, così come alle minoranze deputate per legge a vigilare sull’operato degli amministratori comunali ed a sindacarne politicamente le scelte, spetta un compito altrettanto impegnativo.

C’è dunque uno spazio ampio, potremmo dire vaste “praterie politiche”, nelle quali le minoranze potrebbero esercitare un ruolo importante nell’interesse dei lughesi e dei problemi in attesa di risoluzione.

In politica, è risaputo, ciascuno occupa lo spazio che gli altri, in questo caso gli avversari, gli lasciano.

Ora se ciò accade significa che questo spazio gli viene lasciato e non c’è affatto da esserne contenti, così come non mi sento di condividere l’opinione di quanti sostengono che non ci si deve occupare di Ranalli perché in tale modo gli si fa solo pubblicità.

Io penso invece che Ranalli debba essere incalzato sui problemi concreti che, spesso, la sua Giunta lascia senza risposta.

Roberto Drei

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