Carradori ha incontrato gli operatori dell’Ospedale di Lugo

Riceviamo dall’Ausl e pubblichiamo


Continuano i momentidi
ascolto, dialogo e condivisone da parte della Direzione generale con i
presidi ospedalieri.


Dopo Forlì e Cesena, il direttore generale
dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, affiancato dal direttore sanitario
Mattia Altini e dal direttore amministrativo Agostina Aimola, ha
incontrato primari, coordinatori infermieristici, direzioni sanitarie e
infermieristiche, dei presidi di Faenza, Lugo e Ravenna.

“E’
una prima occasione di ascolto – ha ribadito Carradori dopo aver dato
la parola ai tanti clinici e dirigenti presenti – per acquisire quegli
elementi di conoscenza che nel giro di poco tempo mi potranno consentire
di lavorare nelle migliori condizioni per servire il territorio,
l’Azienda e i colleghi che erogano l’assistenza. E voglio che questo
appuntamento di ascolto, organizzato in tutti gli ambiti aziendali,
diventi una prassi nel rapporto tra la Direzione e i suoi
collaboratori”.

 

E
i professionisti e gli operatori dei tre presidi dell’ambito ravennate
hanno molto apprezzato la circostanza (l’esigenza di un maggior ascolto è
emersa in maniera molto decisa) e l’hanno colta al volo per evidenziare
lo stato della situazione, anche alla luce delle necessarie modifiche
ai servizi e alle strutture, messe in atto in occasione dell’epidemia da
Covid 19; la non semplice fase della ripartenza, ancora in corso; e
soprattutto le progettualità per il futuro a breve e a medio-lungo
termine. 


Argomenti di confronto legati, ad esempio, alle difficoltà a
trovare personale medico sul mercato del lavoro, all’acquisizione di
apparecchiature elettromedicali, ad un’organizzazione dei servizi che
vada sempre più incontro alle esigenze dei cittadini. Tra le quali
quella di una presa in carico dei pazienti in cui medicina territoriale e
ospedaliera “dialoghino” al meglio, anche per evitare file, e dunque
lunghe attese nei pronto soccorso, problema che si sta ripresentando
dopo la “pausa” del covid, ancor più recrudescente di prima.

 

“Questa
terribile pandemia – ha risposto, tra l’altro, Carradori – ci ha
insegnato che la sanità pubblica è la cosa più importante che abbiamo.
Abbiamo compreso tutti che dalle tragedie è possibile uscirne insieme
solo attraverso una rivitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e
una visione non più determinata da uno strabismo finanziario. 


Quello che
ci aspetta è certamente un grande lavoro di confronto e di dialettica
da portare avanti in un contesto trasparente e comunitario. 


Ad esempio
su come indirizzare, meglio possibile, i finanziamenti che arriveranno, e
che dovranno essere impiegati su progetti concreti e condivisi, e senza
il minimo spreco. 


Per quanto riguarda sia le strutture, sia le
tecnologie, sia il personale”. Il direttore generale ha posto molta
attenzione anche alla necessità di integrazione, sempre maggiore e più
efficace, tra ospedale e territorio, e sul ruolo del direttore di
Distretto, che “dovrà diventare il punto di riferimento di ogni
territorio. Una sorta di direttore generale aggiunto”.

 

All’incontro
era presenti anche pubblici amministratori: a Lugo il sindaco Davide
Ranalli insieme al sindaco di Cotignola Luca Piovaccari; a Faenza e
Ravenna i rispettivi sindaci, Giovanni Malpezzi e Michele de Pascale. 


 Tutti i pubblici amministratori hanno a loro volta ringraziato la
Direzione per l’incontro, evidenziato l’importanza degli investimenti
per avere strutture sempre di prim’ordine, e più in generale la
necessità di un “cambio di passo” nella gestione delle politiche
aziendali.

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