sabato 1 agosto 2020

Capolavoro di Mattarella a Trieste

La Casa degli Sloveni restituita alla Comunità

I tempi della Storia sono lunghi. Cento anni ha dovuto attendere Boris Pahor per vedere riconosciuto e riparato il disastro provocato dall’incendio del Narodni dom, la casa degli Sloveni, di cui bambino, fu testimone.

Il famoso scrittore, triestino della minoranza slovena, perseguitato dai nazisti, ma anche dai titini, qualche giorno fa è stato omaggiato con le massime onorificenze dai Presidenti della Repubblica italiano e sloveno che hanno sanato un vulnus della Storia restituendo alla comunità slovena l’edificio restaurato.

A Trieste nel 1920 lo squadrismo si tinse di nazionalismo e fu l’inizio della fine di una convivenza secolare culminata coi massacri della guerra fascista e le foibe del dopoguerra dei titini.

Oggi, in uno spirito europeo, le ferite della Storia sono state finalmente rimarginate.

Chapeau ai due presidenti Mattarella e Pahor (omonimo dello scrittore) che hanno reso omaggio alle vittime di entrambe i fronti: la loro stretta di mano, anzi il loro tenersi per mano, come Kohl e Mitterand, davanti alla foiba di Basovizza è il riconoscimento dei reciproci torti e testimonia la volontà di intraprendere una nuova strada comune.

In particolare Mattarella, ha colto l’occasione per ritrovare e rafforzare una dimensione europea appannata dai nazionalismi risorgenti nonché

colpire le strumentalizzazioni ricorrenti in occasione delle celebrazioni del giorno del Ricordo, di destra e di sinistra.

Grazie Presidente per questo gesto che ha sapore d’Europa.

Ricordando anche le parole dell’omologo presidente sloveno : “ Oggi abbiamo sue popoli vicini, finalmente liberi di non sentirsi più nemici.”

A Trieste è stata scritta una pagina di storia che vuol chiudere definitivamente i conti della prima e seconda guerra mondiale.

Grazie Europa!

Angelo Ravaglia

PS Il 15 gennaio 2010 Boris Pahor, a 96 anni, fu ospite del Caffè letterario di Lugo dove presentò il libro “Tre volte no”, ed. Rizzoli.


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