lunedì 3 agosto 2020

Coronavirus, negare o provare a difendersi?

Di Tiziano Conti


Nei giorni scorsi, in Senato, si è svolto il convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti”. Hanno partecipato, tra gli altri, il leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli. Ognuno di loro è stato protagonista di affermazioni che hanno sollevato accese polemiche. Dall’organizzatore Armando Siri che ha parlato di “eccessivo allarmismo”, al leader della Lega che criticando il “terrorismo mediatico” sull’argomento Coronavirus si è presentato senza mascherina: “Non ce l’ho e non la indosso”, ha sottolineano Salvini. E se Sgarbi chiede alle istituzioni di “ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più”, Andrea Bocelli ha detto: “Conosco tanta gente, ma non conosco nessuno che sia andato in terapia intensiva: perché tanta gravità?”. Anche se il tenore, poche ore dopo, ha detto di essere stato frainteso.

“Penso che tutto quello che è stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità”, ha sottolineato Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano. In aperto contrasto con quanto dichiarato nel corso del convegno, Galli - simpatico e sempre molto chiaro, anche per i non addetti ai lavori, durante le sue apparizioni televisive - punta il dito contro quelle affermazioni “inadeguate perché nessuno di coloro che si sono espressi ha titolo per dare una opinione di tipo scientifico” sull’andamento dell’epidemia.

Successivamente è intervenuto sulla stampa anche il sindaco leghista di Codogno, Francesco Passerini. “Mi arrabbio quando sento persone cha ancora sminuiscono i pericoli del virus o dicono semplicisticamente tutto è finito, tutto è passato e quasi sono infastidito dall’argomento. È assurdo che ci sia chi fa questi discorsi. Inviterei tutti loro a farsi un giro nel nostro cimitero qui a Codogno, così potranno rendersi conto di persona che cosa vuol dire avere il Coronavirus e doverlo combattere. Facciano una capatina da noi, così cambieranno idea”. Poi ha ripetuto all’agenzia di stampa Ansa: “I negazionisti mi fanno venire l’ulcera, come i deputati che si sono astenuti sulla Giornata nazionale in memoria delle vittime, sostenendo che non è esistito.”. La speranza di non avere più bisogno di dispositivi di protezione il prima possibile ovviamente c’è, dice il primo cittadino. Ma nel frattempo, esorta, sono fondamentali.

Se negli Stati Uniti ci sono, secondo i dati di questi giorni, da 50.000 a 70.000 nuovi casi al giorno e una media di un migliaio di decessi quotidiani, qualcosa vorrà pur dire!

Tiziano Contii


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