Le palestre sono un presidio per la salute

No a chiusure immotivate

 In
questi mesi il Governo nazionale e la Regione Emilia-Romagna hanno
chiesto alle palestre un sacrificio importante che la stragrande
maggioranza delle stesse
ha accettato pienamente, sapendo quanto fosse giusto che ognuno
svolgesse in sicurezza, per sé e per gli utenti, il proprio lavoro e la
propria funzione sociale e sanitaria.

La
Regione Emilia-Romagna, in accordo con il Ministero dello Sport e con i
presidi sanitari ufficiali, ha adottato stringenti protocolli che hanno
comportato alle
imprese del settore nuovi investimenti economici molto rilevanti, allo
scopo di garantire livelli alti di precauzione applicando le misure
richieste. Ciò ha significato minori entrate causate dalla riduzione
delle presenze e dal cambio organizzativo rispetto
alle forme di attività svolgibili, pur mantenendo il massimo possibile
di personale necessario alle attività. 

Dall’entrata in vigore dei
protocolli (avvenuta a fine aprile), pienamente rispettati dalle
palestre, nel nostro territorio non si sono registrati
contagi riconducibili a queste attività, segno della bontà del lavoro
fatto e della serietà con cui vengono applicati i protocolli sanitari
esistenti.

Se
vi sono situazioni non in regola e che non rispettano questi protocolli
o normative parificabili, chiediamo che si agisca puntualmente evitando
una sorta di
ingiusto e immotivato “tiro al bersaglio” verso tutta la categoria, che
penalizzerebbe, di fatto, chi lavora con serietà e professionalità.

Quest’estate
le palestre della nostra provincia si sono anche adattate a svolgere
attività all’aperto, grazie al confronto e alla collaborazione con le
varie Amministrazioni
Comunali, ed è stato possibile utilizzare i parchi cittadini per alcune
di queste attività, ma andando verso la stagione invernale anche questo
non sarà più possibile.

Vorremmo
ricordare che l’attività fisica e lo sport rappresentano un elemento
fondamentale di prevenzione delle malattie e di svolgimento di una vita
in salute,
per questo le palestre non ci stanno a sentirsi inopinatamente inserite
sul banco degli imputati: i gestori delle strutture di questa provincia
sono pronti a sedersi attorno a un tavolo con rappresentanti delle AUSL
per migliorare gli attuali protocolli, soprattutto
per quelle attività che possono essere considerate a maggior rischio,
ma chiudere le palestre significherebbe in molti casi decretare la loro
morte e favorire attività abusive e incontrollabili.

Allo stesso modo CNA ha chiesto un confronto su base regionale e nazionale.

Non
possiamo mettere in ginocchio – per poche situazioni non in regola,
facilmente riscontrabili – tante attività economiche importanti per il
benessere psico-fisico
delle persone che svolgono un’opera di prevenzione, di cura e
riabilitazione. 

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