Joe Biden, un eroe cinematografico

 Di Angelo Ravaglia


Non so se mai sarà fatto, ma ritengo
il vecchio Joe, pardon il neo Presidente degli States, un soggetto
perfetto per un film.

Facile il titolo: Sleeping (dormiente)
Joe. il nomignolo affidatogli dal suo orrido avversario contro cui
si è ritorto come un boomerang.

Alto e magro a 30 anni quando fu eletto
per la prima volta in Senato, ricorda James Steward in “Mister
Smith va a Washington”, il provinciale idealista che viene eletto
casualmente alla Casa bianca e si batte contro i poteri forti.

Ma i rimandi cinematografici vanno
soprattutto al Gary Cooper di quel film capolavoro che è Mezzogiorno
di fuoco il cui l’anziano sceriffo affronta da solo i banditi
malgrado avesse chiuso il suo mandato.

Perchè lo fa? Aveva un ottimo alibi
per rinunciare: si era appena sposato (una giovanissima Grace
Kelly),era solo contro quattro banditi arrivati apposta per
ucciderlo, gli amici ed i volontari civili lo avevano abbandonato:
perché restare ?

Si chiama onore,dignità ,
responsabilità e soprattutto senso dello stato, anche quando
rappresentato solo da una stella di latta.

A 78 anni il mite Joe Biden ha
accettato la sfida : era rimasto l’ultimo in grado difendere il
fortino dei democratici ed ha resistito fino in fondo facendo appello
ai valori ed alla vera anima (soul) dell’America risultando
credibile.

Non so se mai sarà fatto, ma ritengo
il vecchio Joe , pardon il neo Presidente degli States, un soggetto
perfetto per un film.

Facile il titolo: Sleeping (dormiente)
Joe. il nomignolo affidatogli dal suo orrido avversario contro cui
si è ritorto come un boomerang.

Trump rappresenta ,invece, un’
America da incubo: machista, razzista, isolazionista, totalmente
insensibile ai temi ambientali ed alla pandemia del secolo.

Sconfitto Trump (di poco), non è però
sconfitto il trumpismo ed il suo mondo di realtà parallele e di fake
news. Ha addirittura aumentato i voti rispetto al primo mandato,
quasi metà degli States lo ha votato. Non si dovrebbe dimenticare
mai: il Senato è repubblicano. Il “Trump show” non è ancora
finito.

Auguri Joe, campione di resilienza, ne
avrà bisogno. Sarà ancora dura: dovrà difendere i veri valori
della Costituzione americana in cui, tra l’altro, è scritto che
gli uomini hanno diritto alla felicità. Vi sembra poco?


Angelo Ravaglia
(cinefilo)

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