Mancano i tamponi…

Riceviamo dalla Ausl e pubblichiamo

In
merito alle segnalazioni che stanno emergendo in questi giorni relative alle
tempistiche per l’effettuazione e refertazione dei tamponi per covid, e ad
alcune polemiche conseguentemente insorte, il Dipartimento di Sanità pubblica
evidenzia quanto segue.

Al
contrario, l’Azienda ha investito e continua ad investire risorse per
potenziare il servizio. Basti pensare, oltre al già citato incremento dei
tamponi, all’assunzione
di personale sanitario e tecnico assistenziale aggiuntivo per
specifiche necessità collegate all’emergenza epidemiologica; ad oggi
sono
presenti in azienda oltre 1.240 operatori (di cui oltre 100 medici) con
contratti di lavoro attivati per l’emergenza covid. 

Un
certo numero di questi contratti, che era in scadenza a fine anno, è stato
prorogato per 36 mesi. A fronte di questo di questo sforzo, l’Azienda si
scontra con la scarsità di medici ed operatori sul mercato del lavoro, che ne
rende difficile il reperimento, non certo per responsabilità aziendali, tanto che vi è la massima attenzione ad
individuare professionisti non appena terminano la necessaria formazione, per
assumerli.

Doverosamente chiarito questo quadro di riferimento,
il Dipartimento si muove per priorità, privilegiando i tamponi necessari per il
tracciamento (cioè i contatti stretti delle persone positive che emergono dalle
indagini epidemiologiche) e le persone sintomatiche. Questo con l’evidente
obiettivo di limitare il propagarsi della patologia, pur comprendendo bene il
disagio di coloro che vedono tardare di qualche giorno il tampone “di
negativizzazione” che serve per essere dichiarati guariti.

In
aggiunta a ciò, in collaborazione col Laboratorio
di Pievesestina, si sta predisponendo una differenziazione tra i
“classici”
tamponi molecolari, da adibire al tracciamento ed ai positivi, e tamponi
antigenici, più rapidi, da utilizzarsi per le campagne di screening che
vengono
periodicamente effettuate (su personale sanitario, strutture per
anziani, forze
dell’ordine…), e per i tamponi di negativizzazione. 

Sono infine
già operativi accordi con privati che hanno portato alla processazione,
da parte loro, di ulteriori 500 tamponi al giorno, e nel giro di pochi
giorni ulteriori accordi consentiranno di processarne altri 2.000.

Sul tema specifico delle scuole, in Romagna
vengono
applicati i più rigorosi protocolli mirati a contemperare nel modo più
equilibrato possibile il diritto alla salute con quello all’istruzione e
alla
socializzazione dei giovani. 

Basti pensare, rispondendo con questo anche
al
consigliere regionale Andrea Liverani, che dal primo settembre per le
scuole sono stati effettuati oltre 19.500 tamponi. 

A ciò si aggiunga,
sempre a
tutela dei ragazzi e delle loro famiglie, che la Regione Emilia Romagna
ha
attivato la possibilità, per gli allievi di ogni ordine e grado e per i
loro
congiunti, di eseguire test sierologici in farmacia, oltre ad aver messo
in
campo lo screening del personale scolastico prima dell’avvio
dell’attività
didattica. 

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