sabato 7 novembre 2020

Danni da cimice asiatica

63 milioni all'Emilia Romagna

Pur trattandosi di una cifra che non può coprire gli enormi danni subìti dagli agricoltori nel 2019 a causa della cimice asiatica, alla luce degli attuali meccanismi della Legge 102 si tratta di un risultato certamente positivo, frutto di un importante lavoro di squadra pubblico-privato finalizzato a sostenere e supportare per quanto possibile le aziende agricole più colpite". 


Così Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna, interviene sulla firma del Decreto ministeriale che assegna ai frutticoltori della nostra regione 63 milioni di euro sui 110 stanziati dal Fondo di solidarietà nazionale per i danni causati dalla cimice asiatica nel 2019.


“Ora - prosegue Piccinini - è necessario che queste risorse arrivino al più presto, per consentire alle aziende agricole danneggiate (che hanno atteso fin troppo) di affrontare le diverse scadenze economiche: apprezziamo, quindi, limpegno dellassessore regionale Mammi ad anticipare le risorse e a velocizzare i pagamenti”.


“Per il futuro del comparto - aggiunge Raffaele Drei, vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna - il progetto triennale di rilancio annunciato alcune settimane fa dalla Regione, rappresenta una valida base di partenza per invertire la grave tendenza negativa. 


La nostra ortofrutta perde sempre più terreno: in ventanni abbiamo visto scomparire un terzo della superficie dedicata alla coltivazione delle pere e dimezzata quella delle pesche nettarine. I sei assi strategici proposti dall’assessore Mammi possono favorire la competitività del sistema ortofrutticolo emiliano-romagnolo e la capacità di dare un adeguato reddito ai frutticoltori, a patto che la burocrazia e i veti incrociati non blocchino tutto. 


Si parla infatti di riduzione dei costi di produzione, sostegno agli investimenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici e alla ricerca di nuove tecniche di difesa chimica e biologica, attivazione di strumenti di gestione del rischio, incremento della sostenibilità lungo tutta la filiera, riconversione varietale in funzione delle preferenze di gusto dei consumatori, promozione delle eccellenze regionali. 


Sono tutti ambiti - conclude Drei - che vedono già da anni la cooperazione ortofrutticola in prima linea, impegnata con investimenti e iniziative di valorizzazione della frutta conferita dai soci produttori; abbiamo bisogno che le Istituzioni ci accompagnino in questo percorso”.


Giovanni Bucchi

Addetto stampa Confcooperative Emilia Romagna

mail stampa.er@confcooperative.it

Sito www.confcooperativemiliaromagna.it


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