mercoledì 18 novembre 2020

Quando la maggioranza scappa dalle proposte delle minoranze

 Riceviamo e pubblichiamo

Quel che sta accadendo nelle ultime settimane all’interno del consiglio comunale di Lugo ha dell’incredibile.


Una risoluzione presentata dal gruppo consiliare Per la Buona Politica durante il consiglio straordinario dello scorso 28 ottobre, sulla sanità, ha infatti letteralmente mandato in tilt la maggioranza che dapprima aveva accettato all’unanimità di discutere e votare la risoluzione volta a impegnare Sindaco e Giunta ad azioni concrete sul ripristino dell’Ospedale di Lugo, l’implementazione effettiva delle Case della Salute e il potenziamento della Medicina Generale territoriale, salvo poi ritrattare tre ore dopo.

Non senza stupore e perplessità sul metodo della maggioranza, i proponenti hanno accettato di rimandare la votazione al consiglio comunale del 12 novembre. Sette giorni dopo, in conferenza dei capigruppo, il PD ha presentato seduta stante osservazioni al testo già depositato. In quella sede, si è concordato di inviare eventuali osservazioni entro mercoledì 11, per la votazione nel consiglio del giorno seguente. I consiglieri di minoranza hanno sottoscritto e inviato alla segreteria del Comune e a tutti gli organi preposti, il nuovo testo congiunto della risoluzione, rispettando gli accordi.

Incredibilmente, il pomeriggio di giovedì 12 – giorno del consiglio comunale – fuori da ogni tempistica consentita e concordata, il PD ha inviato un nuovo testo, con nuove osservazioni, che stravolgeva completamente quanto già depositato e analizzato.

Come detto, la paura gioca brutti scherzi e, probabilmente non sapendo come reagire a una risoluzione così ampiamente articolata e dettagliata nei contenuti – con cui si chiedono all’organo di governo locale fondamentali e precisi impegni sull’Ospedale di Lugo, sulle Case della Salute e sulla Medicina Generale territoriale – giunti al momento della votazione della risoluzione delle minoranze, la maggioranza ha preferito adottare la tecnica dell’evitamento: non discutere e non votare il documento iscritto all’ordine del giorno (per la precisazione: l’ultimo punto dell’odg), appigliandosi a motivazioni alquanto strumentali e, come direbbe qualcuno, “capziose” inerenti l’orario di discussione (le ore 23:59).

Eh già, colui che ha presieduto il consiglio comunale del 12 novembre (in sostituzione della Presidente in carica Marta Garuffi) nonché capogruppo del partito di maggioranza PD, ha scelto di rimandare la discussione dell’ultimo punto all’ordine del giorno perché “si era fatto tardi.

Strani effetti sta creando questa pandemia, i consiglieri di maggioranza ora non solo non sono capaci di rispettare le regole che loro stessi stabiliscono e impongono alle minoranze ma, addirittura – come Cenerentola al ballo col Principe – non possono assolutamente proseguire oltre la mezzanotte le loro attività e concludere il lavoro per cui sono stati eletti e, soprattutto, per cui ricevono indennità economica. Ah giusto, più consigli si fanno e più gettoni si percepiscono, meglio rimandare a oltranza la discussione dei punti all’odg e inviare risposte a interrogazioni e interpellanze a distanza di mesi dal loro deposito. Ma questa è un’altra storia.

Alla faccia del “non c’è tempo da perdere”…

Per la Buona Politica, Movimento 5 Stelle, Lega Romagna – Salvini Premier, Gruppo Misto


Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento